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L'ex responsabile Tgr nominato ad interim con 5 voti a favore. Ma l'ex direttore attacca: "Atto frettoloso, carente nei presupposti e sostanzialmente immotivato"
Roma, 13 dicembre 2011 - Il Cda della Rai, su proposta del direttore generale, ha varato la nomina di Alberto Maccari quale direttore ad interim del Tg1 fino al 31 gennaio 2012 al posto di Augusto Minzolini. La delibera su Maccari è stata votata separatamente rispetto a quella che dispone il trasferimento di Minzolini ad altro incarico ed ha visto una maggioranza diversa e leggermente più ampia.
A favore hanno votato infatti Antonio Verro, Gugliamo Rositani, Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla e il presidente Paolo Garimberti. Contro si sono espressi Nino Rizzo Nervo, Rodolfo De Laurentiis e Angelo Maria Petroni. Mentre Giorgio Van Straten si è astenuto. La proposta è passata perché in caso di parità il voto del presidente vale doppio, e in questo caso Paolo Garimberti ha votato a favore della rimozione, come del resto aveva preannunciato nei giorni scorsi.
Maccari, in passato già vicedirettore del TgUno, ha ricoperto finora l’incarico di direttore delle testate regionali della Rai (TgR). Guiderà il TgUno, a quanto si apprende, fino al 31 gennaio. La decisione su Minzolini e’ stata assunta in seguito al suo rinvio a giudizio per peculato nell’ambito del procedimento per le spese non autorizzate effettuate con la carta aziendale della Rai.
Adesso toccherà al direttore generale proporre a Minzolini un nuovo incarico, di peso equivalente a quello da cui è stato rimosso. Con ogni probabilità gli sarà proposta una destinazione all’estero, in un ufficio di corrispondenza di primissimo piano. Fermo restando che lo stesso Minzolini non decida di ricorrere al magistrato del lavoro per il reintegro qualora ritenesse inadeguato il nuovo incarico.
Lo scontro in CdA è stato tutto sulla interpretazione dell’articolo 3 della legge 97/2001, che secondo i legali consultati dalla Rai equiparano il lavoro privato al pubblico impiego e la legge è pertanto applicabile anche all’azienda di viale Mazzini non in quanto essa appartenente alla pubblica amministrazione ma perché caratterizzata da prevalente partecipazione pubblica. Al contrario, i consiglieri che hanno votato per il no alla rimozione ritengono non applicabile alla Rai questa legge.
MINZOLINI FURIOSO - "Considero la mia rimozione un atto frettoloso, carente nei presupposti e sostanzialmente immotivato. Credo non sia casuale che l'esito della votazione finita in perfetta parità abbia prodotto il risultato che mi riservo di contestare". Lo dichiara Augusto Minzolini in una nota. "Sorprende comunque che alcuni consiglieri dell'azienda, sebbene da me preventivamente informati, abbiano scelto di non tener conto delle guarentigie che il legislatore offre a tutti coloro che vengono colpiti da provvedimenti di una pubblica amministrazione quale la Rai ha scelto di considerarsi. Ritengo per ora di non dover aggiungere altro visto che la parola passa inevitabilmente ai miei legali e quindi al competente Giudice del Lavoro che si dovrà occupare della valutazione di un atto che reputo sostanzialmente e profondamente illegittimo", aggiunge.