Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
A presentare la denuncia sono stati il marito e la madre. La giovane era mamma di un bambino di appena 7 mesi. Il direttore sanitario, Claudio Scaglione: "L’errore nella somministrazione potrebbe essere una concausa e non la causa diretta della morte"
Palermo, 7 gennaio 2012 - Novanta milligrammi di vinblastina, una molecola chemioterapica, invece di appena 9 milligrammi. Potrebbe essere stato quello zero in più nella prescrizione medica del medicinale a costare la vita a Valeria Lembo, la giovane mamma di 34 anni, morta lo scorso 29 dicembre, tre settimane dopo una seduta di chemioterapia al Policlinico di Palermo. Sono questi, come scrive oggi Repubblica-Palermo, i risultati di una indagine interna all’ospedale.
Per la morte della donna, madre di una bambino di appena sette mesi, sono indagati cinque sanitari. A presentare la denuncia, dopo la morte della donna, sono stati il marito e la madre secondo cui sarebbe stato un errore umano a condannare a morte la propria congiunta affetta dal Linfoma di Hodgkin.
Intanto, il direttore sanitario Claudio Scaglione, conferma che "si è certamente trattato di un sovradosaggio, ma non mi esprimo sulle quantità. L’errore nella somministrazione - dice - potrebbe essere una concausa e non la causa diretta della morte".
La Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn del Senato avvierà un'indagine. E’ quanto fa sapere il presidente della commissione, il senatore del Pd Ignazio Marino, preannunciando che "il nucleo dei Nas afferente alla Commissione avvierà un’istruttoria per raccogliere ogni elemento di informazione utile a ricostruire l’accaduto". "Siamo di fronte - dichiara Marino - ad un errore tragico ed inaccettabile. Con tutta probabilità non si sarebbe verificato se l’ospedale avesse informatizzato la preparazione e la somministrazione dei farmaci. Si tratta di fasi cruciali nella cura del paziente che all’estero vengono gestite attraverso software ad hoc in grado di controllare puntualmente che il dosaggio del farmaco sia adeguato, che la sua somministrazione avvenga nell’orario prescritto e che non ci siano incompatibilità o interferenze con altri farmaci già assunti. Sono strumenti utilissimi a garantire sicurezza per il paziente, efficacia delle cure e anche risparmi. Sono infatti programmati per segnalare l’esistenza di un farmaco generico equivalente, meno costoso, ogni volta che questo sia disponibile. Purtroppo, le strutture ospedaliere che si sono dotate di questi software in Italia si contano sulle dita di una mano, mentre si tratterebbe di un investimento veramente necessario".