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Omicidio Di Matteo: 5 ergastoli, 12 anni a Spatuzza

I giudici hanno accolto in pieno le richieste del pm

Il ragazzino, figlio del pentito di mafia Santino, fu strangolato e sciolto nell’acido nel ‘96 dopo 779 giorni di prigionia. Condannati Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano, Salvatore Benigno e Luigi Giacalone

Il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell'acido (Ansa)
Il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell'acido (Ansa)

Palermo, 16 gennaio 2012 - Cinque ergastoli per il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido nel ‘96 dopo 779 giorni di prigionia. La sentenza è stata emessa nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, dopo 4 ore di camere di consiglio.


Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza è stato condannato a 12 anni di reclusione perché gli è stata riconosciuta l’attenuante generica della collaborazione. Condannati all’ergastolo il boss latitante Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano, Salvatore Benigno e Luigi Giacalone. I giudici hanno accolto in pieno le richieste del pm Fernando Asaro, aumentando per Spatuzza la pena richiesta dalla procura: da 10 a 12 anni.
 

I giudici hanno riconosciuto, inoltre, una provvisionale di 80mila euro alla madre del ragazzino, Francesca Castellese, e 50mila al fratello Nicola che si erano costituiti parte civile. Il padre Santino Di Matteo, invece, non aveva compiuto questo passo per non mettere in difficoltà gli altri due.


L'ORRIBILE SEQUESTRO - Il ragazzino era stato sequestrato il 23 novembre 1993. L’obiettivo dei mafiosi era tappare la bocca al pentito Santino Di Matteo, padre dell’ostaggio. Il collaboratore continuò invece a parlare e il figlio fu ucciso, e il corpo sciolto nell’acido, su ordine di Giovanni Brusca, nel gennaio 1996, dopo oltre due anni di prigionia. Per l’accusa Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro erano perfettamente consapevoli, al momento del sequestro del piccolo Di Matteo, che l’ostaggio sarebbe stato comunque ucciso.


La stessa consapevolezza è da ascrivere anche agli altri tre imputati, Giuliano, Giacalone e Benigno, mentre Gaspare Spatuzza merita l’attenuante speciale della collaborazione e le attenuanti generiche. Il pm aveva definito “assolutamente determinante” il contributo di Spatuzza al chiarimento di una serie di aspetti di questa vicenda: “Il suo contributo ha retto nonostante i comprensibili tentativi di demolizione da parte delle difese”.

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