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Incalcolabili i danni all'economia: camion di alimenti andati a male, frutta e verdurea inservibili, negozi chiusi. Le forze dell’ordine scortano le autocisterne cariche di carburante per rifornire aeroporti e mezzi di soccorso degli ospedali
Palermo, 19 gennaio 2012 - Quarto giorno di protesta degli autotrasportatori in Sicilia, messa ormai in ginocchio dallo sciopero dei 'padroncini' che da lunedì hanno bloccato l’isola. Ormai molti distributori di benzina sono chiusi perché sono terminate le scorte di carburante, mentre nei supermercati scarseggiano le scorte alimentari, come acqua e latte. Autotrasportatori, ma anche agricoltori e pescatori presidiano strade, porti e tangenziali, rallentano la circolazione per distribuire volantini e impediscono i rifornimenti a grandi magazzini, industrie, distributori di benzina.
Ai pescatori di alcune marinerie, come Catania e Santa Flavia, ieri si sono aggiunti gruppi di artigiani e commercianti mentre gli studenti hanno organizzato manifestazioni di solidarietà domani. Lo sciopero continuerà fino a mezzanotte di venerdì.
LE ACCUSE DI CONFINDUSTRIA - "Tra gli agricoltori e gli autostraportatori che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, abbiamo rilevato direttamente, e attraverso i nostri associati, la presenza di personaggi legati alla criminalità organizzata", dice all’Ansa il presidente di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello.
CISTERNE SCORTATE - Le forze dell’ordine scortano le autocisterne cariche di carburante per rifornire l’aeroporto di Catania e i mezzi di soccorso degli ospedali. Sono questi gli unici tir che passano ai blocchi organizzati dal movimento “Forza d’urto” in tutta la provincia di Siracusa.
Permangono i presidi nelle zone nevralgiche, come a tutti gli svincoli autostradali, e sulla statale “114” lungo il polo petrolchimico di Priolo. Nonostante negli stabilimenti la produzione non si sia fermata, le manutenzioni sono praticamente ferme, come ha spiegato il responsabile delle Relazioni istituzionali della Isab, Claudio Geraci. A Siracusa si assottigliano le scorte nei supermercati, mentre i distributori di benzina sono ormai senza carburante. A Lentini, i commercianti, seguendo l’esempio dei loro colleghi di Cassibile, Priolo e Noto, hanno deciso di abbassare le saracinesche.
CODACONS - I danni all’economia dell’isola sono incalcolabili: interi camion di derrate alimentari andate a male, frutta e verdura inservibili, negozi chiusi perché i gestori non sono riusciti ad arrivare a causa dei serbatoi delle auto vuoti, uffici deserti perché gli impiegati sono stati bloccati nei punti chiave del traffico.
Il Codacons ha deciso di istituire un ‘Comitato vittime dello sciopero di Forza d’urto’ presieduto da Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons. “Al termine di questo insensato blocco, fatti i conteggi sui danni, il Codacons - informa una nota - avvierà azioni legali in favore di tutte le vittime dello sciopero che abbiano a vario titolo subito dei danni in questi giorni e che decideranno di aderire al comitato".
MA CONTADINI E PESCATORI AVANTI A OLTRANZA - Se gli autotrasportatori Aias concluderanno lo sciopero domani a mezzanotte rispettando la comunicazione fornita all’inizio della mobilitazione alla commissione di garanzia, contadini del movimento dei 'Forconi' e pescatori proseguiranno a oltranza. E’ quanto stabilito dal movimento ‘Forza d’urto’ durante un’assemblea a Catania. La decisione è stata presa dopo che i leader di padroncini, contadini e pescatori hanno riferito i contenuti dell’incontro avuto col governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e con i prefetti di Palermo e Catania. "I blocchi proseguiranno - dice Mariano Ferro dei 'Forconi' - anche se allenteremo la pressione, altrimenti rischiamo una guerra tra poveri".