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Tensione nella città vesuviana tra il primo cittadino Luigi Bobbio e il vescovo Felice Cece. La ragione nasce dall'omaggio del corteo del santo davanti all'abitazione del boss Raffaele Raffone. Alla richiesta di cambiare, il presule ha preferito mantenere la tradizione
Napoli, 19 gennaio 2012 - La processione di San Catello, santo patrono della città vesuviana di Castellammare di Stabia, era al centro di controlli dell’amministrazione comunale e divergenze tra il sindaco Luigi Bobbio e il vescovo Felice Cece.
Il motivo: l’omaggio, da qualche anno, di uno stop del corteo davanti casa del boss Raffaele Raffone. Un affronto ai valori connessi alla legalità che ha spinto Bobbio nelle scorse settimane a chiedere un ‘monitoraggio’ su eventuali legami con clan dei portatori della statua e degli organizzatori della festa.
Oggi l’appuntamento, e l’immancabile strascico polemico. Dopo la messa, celebrata nella Cattedrale, la processione è partita; poco dopo le 11, e cioè circa un’ora dall’inizio dei festeggiamenti, il sindaco si toglie la fascia tricolore, ritira il gonfalone e lascia il corteo con la sua giunta. La statua era arrivata all’altezza della chiesa di Santa Fara, poco distante dall’abitazione del capoclan, Raffone era al balcone e qualcuno avrebbe anche intravisto un saluto al boss partire dai portatori.
Il sindaco Bobbio aveva chieso al vescovo Cece di far deviare il percorso tradizionale della processione, evitando così il passaggio per la chiesa di Santa Fara e, inevitabilmente, davanti alla casa del boss. Il presule ha preferito invece mantenere la tradizione.
Bobbio era accanto a lui, dietro la statua del santo, fino a quando non si è arrivati al punto oggetto di pareri contrastanti. Rispetto al passato, però, la chiesa di Santa Fara non era aperta e la statua di San Catello non è stata fatta ‘inchinare’ dai portatori davanti il balcone di Raffaele Raffone.