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Raffaele Lombardo, presidente della Regione, esporrà al Governo Monti le ragioni dei lavoratori. Intanto la Digos indaga su eventuali infiltrazioni estremiste tra i manifestanti
Palermo, 20 gennaio 2012 - In Sicilia ormai gran parte dei distributori di benzina è chiuso e nei supermercati mancano diversi viveri di prima necessità, per lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro benzina, che da lunedì scorso sta paralizzando l'isola. La protesta terminerà oggi a mezzanotte, mentre proseguiranno ad oltranza i lavoratori aderenti ai movimenti “Forza d’urto” e “Movimento dei forconi”, che ieri hanno incontrato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a Palazzo d’Orleans. Oggi, intanto, al coro di protesta dei lavoratori si unirà quello degli studenti.
L’Aitras, l’Assotrasport, l’Assiotrat e i consorzi di Trapani, Palermo e Catania riporteranno i mezzi nei propri piazzali, lasciando i presidi e i punti di sensibilizzazione, in quanto i cinque giorni consentiti consentiti dalla legge che regolamenta gli scioperi degli autotrasportatori scadono.
Il governatore siciliano si è detto pronto a venire incontro ai manifestanti e a intervenire sui temi che competono l’amministrazione regionale; e di farsi portavoce con il governo Monti delle richieste dei lavoratori per quanto attiene le sfere di competenza nazionale.
Intanto, Ivan Lo Bello, presidente degli industriali siciliani ha annunciato che oggi presenterà “nelle sedi opportune” delle denunce in cui si ventila la presenza della mafia in alcuni dei blocchi stradali, mentre la Digos di Palermo starebbe indagando sulla presenza di estremisti di destra e sinistra tra coloro che scioperano. Il Procuratore di Palermo, Francesco Messineo si è limitato a sostenere che l’allarme di Confindustria “è giustificato” e al quale va data “la massima attenzione”.