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Servizio civile, 18 mila posti a rischio per un cavillo

Il ricorso di un pachistano blocca i vincitori del bando 2011

Dilaga sul web la protesta contro il provvedimento del Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso dello studente extracomunitario, residente in Italia da 15 anni, secondo il quale sarebbero stati adottati crtiteri di selezione discriminatori nei confronti dei non italiani. Chiesto l'intervento urgente del ministro Riccardi

Alcuni volontari fra i poveri dell'Africa
Alcuni volontari fra i poveri dell'Africa

Bologna, 20 gennaio 2012 - A causa di un cavillo legale, 18 mila aspiranti volontari del servizio civile rischiano di non essere assegnati al posto regolarmente vinto per concorso.

Lo denunciano essi stessi con una lettera aperta indirizzata a Quotidiano.net. Questo è il testo che riassume efficacemente l'incredibile vicenda:

"Caro Direttore Jacobelli, siamo un gruppo di aspiranti volontari al servizio civile che a seguito della sospensione dei progetti (Link sito serv.civ) ha deciso di non arrendersi e mobilitarsi affinchè la situazione si chiarisca e si risolva. Questa è la lettera che abbiamo intenzione di mandare al ministro Riccardi (Dipartimento per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione):

 


Gentile Ministro Riccardi,


scriviamo a nome dei 18 mila
volontari vincitori del Servizio Civile per il bando 2011, poiché abbiamo appreso della sospensione dell’avvio dei progetti a causa della sentenza del Tribunale di Milano sulla discriminazione contenuta nei criteri di selezione dopo il ricorso di uno studente pachistano di 26 anni, da 15 residente in Italia.

Vogliamo esprimere il nostro disagio e la nostra rabbia non perché la sentenza sia sbagliata o perché non vogliamo l’integrazione degli stranieri che risiedono nel nostro Paese da molti anni, ma perché non riteniamo giusto che 18 mila persone, impegnante per il volontariato nel mondo, non possano svolgere il loro servizio nei tempi previsti e con organizzazioni già attivate, anche dopo aver rinunciato ad altre possibilità di lavoro e mettendo in crisi l'affidabilità del servizio civile italiano all'estero.

Siamo preoccupati dei danni subiti, materiali e morali che dovremmo affrontare per questa situazione e che ricadrebbero anche su tutte quelle persone, spesso molto bisognose, che usufruiscono dei servizi forniti dai volontari. Il buon senso vorrebbe che i nuovi criteri per l’accesso degli stranieri al Servizio Civile venissero inseriti nei bandi dal prossimo anno, perché di fatto il blocco attuale e l’eventuale riapertura delle domande e delle selezioni agli stranieri allungherebbe i tempi dell’avvio dei progetti, che quest’anno inizieranno anche con notevole ritardo a causa dei tagli ai fondi per il terzo settore: si rischierebbe di perdere completamente quest’anno di Servizio Civile e chi quest’anno ha vinto avendo raggiunti il limite massimo di età non potrebbe nemmeno partecipare l’anno prossimo.

Attendiamo fiduciosi che le istituzioni diano un'adeguata risposta alle legittime richieste avanzate con il prossimo bando e possano riattivare il nostro servizio civile nei tempi e modalità, anche di formazione, previsti.
Grazie. Gruppo spontaneo di volontari selezionato per il servizio civile.

 


Vi preghiamo di aiutarci in questa battaglia, per non lasciare 18.000 giovani per strada.
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Redazione Q.net

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