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Tir, sciopero sospeso in Sicilia: "Andiamo a Roma"

Forza d'urto: "Ci fermiamo perché gli abitanti sono stremati"

Il presidente del Comitato Forza d’urto, Mariano Ferro, sospende la protesta, ma conferma lo stato d'agitazione: "La sede si sposterà a Roma". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Basta blocchi o intervengano i prefetti"

Proteste degli autotrasportatori in Sicilia, code ai distributori (foto Ansa)
Proteste degli autotrasportatori in Sicilia, code ai distributori (foto Ansa)

Palermo, 21 gennaio 2012 - “Si è messo in moto il buon senso. La rabbia va governata. I siciliani non possono sopportare oltre il fermo del trasporto. La pressione esercitata sul governo regionale per i provvedimenti di competenza è approdata a soluzione parziali che il presidente Lombardo, nel corso di un ulteriore incontro che si è tenuto stamattina, ha garantito di realizzare nel piu’ breve tempo possibile. La Sicilia rimane in stato d’agitazione e aggiunge Roma come sede di protesta per rivendicare i diritti di un popolo da sempre bistrattato. Quella che ha visto migliaia di siciliani sulle strade è già una pagina di storia della Sicilia”. Lo afferma in una nota il presidente del Comitato Forza d’urto Mariano Ferro, che, confermando il permanere dello stato d’agitazione, annuncia lo stop del fermo del trasporto e lo spostamento della sede della protesta a Roma.

 

LO SCIOPERO CHE HA BLOCCATO L'ISOLA - Centinaia di automobilisti palermitani hanno trascorso la notte in auto, incolonnati in attesa di poter raggiungere quei pochi distributori di carburante ancora attivi in città, dopo i blocchi attuati dagli autotrasportatori e dal comitato 'Forza d’urto', che hanno lasciato a secco quasi tutte le pompe di benzina della Sicilia. Ieri sera in viale Michelangelo, zona periferica di Palermo, la coda di auto era di oltre un chilometro, e qualche automobilista è riuscito a far rifornimento soltanto dopo 4 o 5 ore d’attesa. In via Galileo Galilei stamani si sono registrati alcuni disordini, con cassonetti della spazzatura spostati in mezzo alla strada dai cittadini esasperati.

Da mezzanotte i blocchi degli autotrasportatori che impedivano il transito delle autobotti di carburante sono stati allentati, sebbene la protesta continuerà fino al 25 gennaio, e in giornata dovrebbe essere garantito nuovamente l’approvvigionamento di benzina a qualche impianto. Nel capoluogo siciliano proseguono ancora i presidi allestiti dai manifestanti nei giorni scorsi, soprattutto all’ingresso della città e al porto, ma le "maglie" dei blocchi, come annunciato dai leader del 'Movimento dei forconi', sono state allentate, e il passaggio delle scorte alimentari e di benzina è garantito. Dai depositi palermitani dell’Eni-Q8 e della Esso i tir escono tranquillamente per rifornire i distributori.

In provincia di Agrigento sono attivi sei presidi di manifestanti, e nonostante i distributori di benzina siano a secco da un paio di giorni, anche qui si registrano incolonnamenti di auto in attesa dell’arrivo delle nuove scorte di carburante. Agli imbarcaderi per la Calabria circa 200 tir sono fermi nelle aree di parcheggio, ma il presidio non crea disagi agli automobilisti in attesa di traghettare.

Migliore invece la situazione ad Enna, dove l’unico blocco della provincia, quello allestito lungo l’autostrada A19, è stato rimosso ieri sera. Stamani, però, un presidio è stato allestito di fronte alla sede della Polstrada. Anche qui, come nel resto della Siciia, presa d’assalto da decine di automobilisti l’unica pompa di benzina attiva.

IL PD - Pier luigi Bersani ha invocato il pugno di ferro contro i blocchi in Sicilia. “Capiamo il disagio, il problema, c’è stata una prima adesione anche della popolazione a una protesta che è parsa spontanea", ha spiegato il segretario nel suo intervento all’assemblea nazionale del Pd. "Ma adesso in molte zone della Sicilia un anziano che scende a fare la spesa non trova niente, ci sono blocchi e intimidazioni”, ha ricordato. Dunque, in vista dell’incontro di mercoledì del presidente Raffaele Lombardo con il premier Mario Monti, "o fermano il blocco o se non sbloccano si chiamano i prefetti", ha ammonito.

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