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Sciopero tir: blocchi rimossi, normalità più vicina

Gravi danni all'agricoltura, Coldiretti regala ortaggi e frutta

Proteste a macchia di leopardo con disagi soprattutto al sud: scarseggiano benzina e generi di prima necessità. Tredici arresti in due giorni. Numerosi i fermati. Morto di Asti: per la camionista tedesca accusa di omicidio volontario con dolo

"Coraggio Italia!": la Coldiretti distribuisce frutta e verdura rimasti invenduti per lo sciopero dei tir (Ansa)
"Coraggio Italia!": la Coldiretti distribuisce frutta e verdura rimasti invenduti per lo sciopero dei tir (Ansa)

Roma, 26 gennaio 2012 - Quarto e ultimo giorno del blocco dei tir, con disagi a macchia di leopardo in tutta la penisola. Gli autotrasportatori protestano contro le misure del Governo sul rincaro dei carburanti e delle tariffe autostradali. In alcune aree, soprattutto al Sud, scarseggiano alimenti freschi e benzina, e non mancano i rincari speculativi sui prezzi dei prodotti di prima necessità. Ma nel complesso - tolto qualche focolaio ancora infiammabile - lo sciopero si avvia alla conclusione dopo giorni di disagi per i cittadini di tutt'Italia, dal nord al sud.

RIMOZIONE AI BLOCCHI - In molti casi sono scesi in campo i Prefetti con ordinanze di rimozione dei blocchi alla circolazione. Imponente il lavoro della Polizia Stradale, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. In generale la situazione appare in via di progressivo miglioramento. Nel giro di due-tre giorni (sette secondo i pessimisti) dovrebbe tornare la normalità anche la circolazione delle merci. La Ue ha infatti chiesto all'Italia di risolvere rapidamente il problema, altrimenti potrebbe scattare una procedura di infrazione.
 

TREDICI ARRESTI - In due giorni la polizia ha effettuato 13 arresti e firmato 5 denunce nei confronti di persone che si sarebbero rese responsabili di atti di intimidazione nei confronti di camionisti che non hanno rispettato i blocchi durante lo sciopero dell'autotrasporto.
 

OGGI DUE ARRESTI - Agli 11 arresti effettuati ieri si aggiungono infatti altre 2 persone fermate oggi in Campania, all'altezza di Sarno. Cinque persone sono invece state denunciate, sempre oggi, per violenza e minacce - pistola alla mano - nei pressi di Bojano del Sannio, in Molise. Avevano provato a bloccare l'autista di un tir che procedeva in direzione Bojano e, al rifiuto, hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro il mezzo. E' accaduto questa mattina sulla statale 17. Sull'accaduto stanno indagando gli agenti della Polizia stradale di Isernia che hanno fermato e interrogato i presunti autori dell'atto intimidatorio.

IERI UNDICI - Ieri i controlli avevano portato all'arresto di 5 autotrasportatori, tutti residenti nel Salernitano, che a bordo di una Fiat Doblò, hanno inseguito da Palma Campania un tir entrato sulla A30 al casello di Pagani-Nocera e diretto a Caserta, costringendo il veicolo ad accostare. Il conducente del mezzo, in contatto telefonico con il centro operativo autostradale di Napoli, è stato invitato ad uscire al casello di Caserta sud dove le pattuglie della stradale hanno bloccato il tir inseguito e arrestato le cinque persone. Nei loro confronti l'accusa è di danneggiamento aggravato e violenza privata. Sempre nella giornata di ieri, la polizia stradale di Ragusa e la squadra mobile hanno arrestato due persone sulla statale 514 tra Ragusa e Catania, mentre gli agenti della Polstrada di Bari ne hanno bloccate altre 4 sulla A14 nei pressi dello svincolo di Andria. Dove due Tir erano stati costretti a fermarsi perché inseguiti e poi bloccati da due autovetture di grossa cilindrata, una delle quali, mettendosi di traverso, ha bloccato la strada. A bordo delle auto c'erano alcune persone che hanno minacciato gli autisti, intimandogli di non proseguire la corsa. Ma i malcapitati avevano già allertato telefonicamente il 113 e nel giro di pochi minuti sono sopraggiunte le pattuglie della polizia stradale, che sono riuscite a bloccare una delle due auto, con a bordo quattro persone. Dagli accertamenti è emerso che si trattava di autotrasportatori della zona, e sulla loro vettura sono stati anche scoperti chiodi a quattro punte, del tipo utilizzati dai contrabbandieri e dai rapinatori per forare i pneumatici di eventuali inseguitori.
 

L'OMICIDIO DI ASTI - Il sostituto procuratore di Asti, Vincenzo Paone, ha intanto chiesto al gip la conferma della misura cautelare in carcere, con l'accusa di ''omicidio volontario con dolo eventuale'', per Jiuttakarin Weckerle, camionista tedesca di 52 anni. La donna due giorni fa, alla guida di un tir, nel tentativo di superare il posto di blocco degli autotrasportatori, ha travolto e ucciso un manifestante astigiano, Massimo Crepaldi, 46 anni. Il giudice per le indagini preliminari Leonardo Bianco si è riservato 24 ore di tempo per decidere. Intanto gli inquirenti sono in attesa di un primo rapporto sull'autopsia compiuta questa mattina dalla dottoressa Rita Celli sul cadavere di Crepaldi. La data dei funerali non è stata ancora stabilita.

FURBETTI DELLA BENZINA -  La Guardia di Finanza di Roma comunica di aver ricevuto segnalazioni - rimaste tuttavia senza riscontro delle pattuglie - di distributori che avrebbero venduto benzina anche a 2 euro al litro. Pizzicate invece stazioni di servizio che - queste sì - vendevano il carburante a 1,87 euro al litro, dieci centesimi in più rispetto al prezzo esposto sul cartello all'esterno dell'esercizio. Al termine dei controlli di oggi, a Roma e provincia, le Fiamme Gialle hanno elevato 29 sanzioni tra i 546 e i 2.043 euro. ''Da quando è iniziato lo sciopero dei tir - afferma il tenente colonnello della guardia di Finanza di Roma Davide Cardia - abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di prezzi maggiorati ai distributori di benzina. Nell'operazione di oggi abbiamo riscontrato 29 violazioni, 17 per la differenza di prezzi, 3 per l'alterazione degli apparecchi di erogazione e 9 per violazioni fiscali''. Perché la benzina in Italia è carissima. Ma alle pompe dei furbetti anche di più.
 

 

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