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Dopo l'incidente nel tentativo di forzare il blocco, Jiuttakarin Weckerle attese l'arrivo della polizia: la richiesta di omicidio volontario del 46enne Massimo Crepaldi non passa il vaglio del gip Leonardo Lo Bianco che attenua la misura cautelare
Asti, 27 gennaio 2012 - Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Jiutta Karin Weckerle, la camionista tedesca di 52 anni che tre giorni fa, alla guida di un tir, nel tentativo di superare il posto di blocco degli autotrasportatori sulla statale 10 ad Asti, ha travolto e ucciso il collega manifestante, Massimo Crepaldi, 46 anni. Il gip Leonardo Bianco nella sua ordinanza sostiene si sia trattato di omicidio colposo e non di omicidio volontario con dolo eventuale, come aveva contestato il sostituto procuratore Vincenzo Paone. Il dispositivo del gip non è vincolante per la procura cui resta piena facoltà di portare in giudizio Jiutta Karin Weckerle con l'ipotesi di reato più grave.
MOTIVAZIONI TECNICHE - La misura cautelare degli arresti domiciliari sarà applicata in una località nei pressi di Alessandria, su cui è mantenuto il riserbo. Da quello che s'apprende da fonti investigative, nel suo pronunciamento il giudice delle indagini preliminari ritiene che la camionista (assistita dall'avvocato Mariagrazia Marelli di Alessandria) abbia tenuto, nell'immediatezza dei fatti, un comportamento non compatibile con l'omicidio volontario. Non soltanto si è fermata subito dopo aver investito Crepaldi e ha atteso l'arrivo della polizia, ma - secondo la ricostruzione dell'incidente - avrebbe investito l'uomo di striscio e questo fa pensare che la donna, nel tentativo di aprirsi un varco tra i tir, abbia inavvertitamente provocato l'incidente.