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Terremoto: "Possibili altre scosse, anche più forti"

All'origine del sisma il movimento della Placca Adriatica

Secondo gli esperti la terra potrebbe tremare ancora. A Nord-Est la placca spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi. Scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi

Terremoto, epicentro tra Parma e La Spezia. Scosse avvertite a  Genova, Milano, Bologna, Torino e in tutto il Nord
Terremoto, epicentro tra Parma e La Spezia. Scosse avvertite a Genova, Milano, Bologna, Torino e in tutto il Nord

Roma, 27 gennaio 2012 - Terremoto nel Nord Italia, una scossa di magnitudo 5.4 nell’area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia. Paura, confusione e soprattutto una domanda: capiterà di nuovo? I sismologi non lo escludono, nuove scosse potrebbero verificarsi nelle prossime ore.

“Ci sono diverse zone ancora attive, non solo al Nord ma anche in Calabria - ha detto Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv - Non possiamo esludere che si verifichino altre scosse”. (Il sismologo Barba, sempre dell'Ingv: "Scosse anche più forti"). Il capo della Protezione Civile Gabrielli, dal canto suo, cerca di ristabilre la calma: "Uno sciame sismico non è per forza pericoloso. Il problema non è porsi la domanda ‘ci sarà o non ci sarà la scossa’. Le domande da farsi sono “in che zona vivo, in che edificio vivo, il mio comune ha un piano antisismico?”.

Ma c'è anche un'altra domanda che frulla nella testa della gente: perché? Amato non ha dubbi: anche oggi, come nei casi dei giorni scorsi nel Veronese e poi nel Reggiano, all'origine della scossa è stato il movimento della Placca Adriatica. Resta questo l'unico legame fra gli eventi sismici degli ultimi giorni. 

A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi. E’ stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un’area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta.

 

 

 

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