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In particolare, gli 'ermellini', occupandosi di una violenza di gruppo su una minorenne avvenuta a Cassino hanno accotlo il ricorso estendendo la possibilità per il giudice di applicare misure diverse dalla custodia in carcere anche agli indagati sottoposti a misura cautelare. Mussolini: "Una sentenza aberrante, una bomba ad orologeria"
Roma, 2 febbraio 2012 - In caso di violenza di gruppo il giudice può applicare all’indagato in attesa di processo la misura alternativa al carcere. Lo ha evidenziato la Cassazione (terza sezione penale, relatore Luigi Marini) recependo una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 che ha previsto l’applicazione delle misure alternative al carcere per i reati sessuali.
In particolare, la Cassazione, occupandosi di una violenza di gruppo su una minorenne avvenuta a Cassino, ha accolto il ricorso di R.L. e di L.B. nei confronti dei quali il tribunale di Roma, il 5 agosto 2011, aveva confermato la custodia in carcere.
Nel caso in questione gli ‘ermellini’ spiegano che “l’unica interpretazione compatibile con i principi fissati dalla sentenza 265 del 2010 della Corte Costituzionale è quella che estende la possibilità per il giudice di applicare misure diverse dalla custodia carcerare anche agli indagati sottoposti a misura cautelare per il reato previsto all’art. 609 octies c.p.”.
In pratica, la Cassazione ha recepito il dettato della Corte Costituzionale come pure quello della Corte si Strasburgo che prevedono la custodia cautelare per gli indagati di criminalità organizzata e di reati di mafia.
CARFAGNA: UN MESSAGGIO SBAGLIATO - ‘’Una sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato’’: così Mara Carfagna, deputata Pdl ed ex ministro per le Pari Opportunità, commenta la sentenza della Cassazione che consente i domiciliari e altre misure alternative al carcere per i responsabili di uno stupro ‘’di gruppo’’.
‘’Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo’’, ricorda Carfagna. ‘’Il Parlamento, che ha sostenuto il disegno di legge da me presentato con voto bipartisan, aveva voluto condividere un messaggio chiaro: tolleranza zero contro la violenza sulle donne, che non è un reato di ‘serie B’ ‘’, conclude Carfagna.
MUSSOLINI: SENTENZA ABERRANTE - ‘’E’ aberrante applicare misure alternative al carcere per lo stupro di gruppo. La Cassazione ha lanciato una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a depotenziare tale grave reato. Una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza’’: così Alessandra Mussolini sulla sentenza della Cassazione che estende alla violenza del branco i principi interpretativi applicati in altri casi. ‘’Nessuna misura alternativa - aggiunge - può essere accettata da una società che deve tendere a rafforzare i diritti e la tutela delle donne e non a rendere più semplice la vita di chi commette tali orribili reati su di esse’’.