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L'impunita malagiustizia

Camera ha approvato, a scrutinio segreto e contraddicendo governo e patti fra partiti, una nuova norma di (blanda) responsabilità di quelle toghe, voltando pagina rispetto all’attuale regime ...

L'avvocato Ugo Ruffolo (Fotoschicchi)
L'avvocato Ugo Ruffolo (Fotoschicchi)

RESPONSABILITA' dei magistrati. Si volta pagina? La Camera ha approvato, a scrutinio segreto e contraddicendo governo e patti fra partiti, una nuova norma di (blanda) responsabilità di quelle toghe, voltando pagina rispetto all’attuale regime di sostanziale irresponsabilità. Va premesso che abbiamo una seria e competente classe di giudici, con eccezioni sparute, ancorché rumorose.

E va riconosciuto che una stringente responsabilità personale potrebbe turbare la serenità di giudizio, spingendo ad una amministrazione «difensiva» della giustizia. Ma lo stesso potrebbe valere per i medici (la cui responsabilità è oggi esasperata, con conseguente «medicina difensiva»), o per i piloti transcontinentali, o per altri ancora. In verità, per l’operato di medici o piloti rispondono soprattutto la struttura sanitaria o la compagnia aerea, e la giusta mediazione potrebbe risiedere nel limitare la responsabilità dei primi mantenendo (o aumentando) quella delle seconde. E potrebbe farsi lo stesso per l’illecito dei magistrati.

Ma oggi non è così. Una legge del 1988 prevede la responsabilità del magistrato solo per dolo o colpa grave, circoscritta a poche specifiche gravissime ipotesi.

Esclude inoltre ogni errore anche grave nella «interpretazione di norme di diritto» o nella «valutazione del fatto e delle prove». E risponde direttamente solo lo Stato, che potrà rivalersi verso il magistrato con elevate limitazioni. Dunque, una sostanziale immunità. L’emendamento leghista di ieri prevede invece la responsabilità sia dello Stato che del magistrato a favore di «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni». Resterebbe un regime di responsabilità ancora privilegiato e tenue, difficilmente idoneo a «terrorizzare» le toghe, ancorché finalmente esteso alla «violazione del diritto».

Per evitare che si scrivano sentenze «con mani tremolanti», come teme Giulia Bongiorno, basterebbe comunque responsabilizzare verso la vittima lo Stato soltanto. Ma va accresciuta la responsabilità da malagiustizia, magari disciplinando l’azione di rivalsa verso la toga. In verità, i danni ingiusti da malagiustizia, o malasanità, o mala produzione, o mala professione, andrebbero trattati tutti in modo omologo.

Ci sono assicurazioni che coprono medici e altri professionisti dalle conseguenze di errori professionali. Perché allora non estenderle ai magistrati, con costi assicurativi ovviamente a carico dello Stato-datore di lavoro? Non si discrimina, altrimenti, sulla pelle delle vittime di malagiustizia, così figliastre rispetto a quelle di malasanità, o mala-altro? Questo voto della Camera è sfuggito alla logica dei partiti ed agli intenti del governo. Ma, proprio per questo, rappresenta la pancia ed il cuore del paese.

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