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I camionisti: "Due giorni al gelo, trattati come cani"

La rabbia degli autotrasportatori bloccati in mezza Emilia Romagna

Viaggio tra i guidatori dei 'bisonti della strada', bloccati per due notti nei parcheggi a causa del maltempo.  "Sono stato fermo per 48 ore, con la stufa al minimo per risparmiare gasolio e i piedi bagnati"

 

Neve, camion bloccati in Romagna (foto Fantini)
Neve, camion bloccati in Romagna (foto Fantini)

di Gabriele Mignardi
BOLOGNA, 3 febbraio 2012 - La cabina di un camion è un piccolo camper: i sedili, un letto, una dispensa, una stufa a gasolio, una piccola tv. Il minuscolo frigorifero non basta se fuori fa meno 5. Però Giovanni Larocca lo ha acceso spesso nel corso delle due notti bianche che ha trascorso nel piazzale di ‘stoccaggio’ predisposto per la prima volta tutt’intorno all’Unipol Arena di Casalecchio, lo snodo autostradale strategico verso Milano, Firenze, Padova ed Ancona. A causa della neve un centinaio di Tir sono stati costretti a fermarsi qui, per due notti alle porte di Bologna e a mezzo chilometro dal casello.


LAROCCA, a Brescia, aveva fatto il suo carico di pezzi di meccanica. Diretto a Roma, martedì sera è stato bloccato all’attacco dell’Appennino: «Per dieci minuti di ritardo sono stato deviato in questo parcheggio. Se arrivavo a Barberino ero a posto. E invece ormai sono due giorni. Questo viaggio è già in rimessa. Non bastava il caro-gasolio. Ora ci si mette anche questa maledetta neve». Impreca. Ma non serve. Rabbia e rassegnazione nelle poche parole che spiccica in italiano Joseph Hallstrom, 37enne camionista norvegese, in Italia per un carico di vernici. Perennemente al telefono con la casa madre e attento a ogni bollettino portato a voce dalla Polizia municipale di Casalecchio.

GRADISCE e ringrazia per la doppia razione di the caldo, biscotti e cioccolatini portati nel cuore della notte dai volontari dell’associazione nazionale alpini di Casalecchio: «Ci ha riforniti Società Autostrade al Cantagallo e la Pubblica assistenza di Sasso» precisa Giordano Emeri.

C’è invece rabbia nelle parole di Luigi Lamonica: «La prima volta mi hanno bloccato ad Attigliano. Ci hanno buttati in un parcheggio come fossimo dei cani, o degli appestati. Chiusi lì e dimenticati. Poi siamo ripartiti e poi di nuovo bloccati a Firenze. Anche lì lo stesso trattamento. Qui almeno c’è il supermercato vicino». Il centro commerciale Shopville Gran Reno chiude alle 21.


MA PER GARANTIRE un punto di ristoro il banco con la pizza di ‘Pizzico’ è stato aperto tutta la notte: «Abbiamo cercato di fare il possibile per alleviare il freddo e il disagio di questi lavoratori» spiega l’assessore ai lavori pubblici, Paolo Nanni, che ieri poco dopo le 16 ha portato anche la notizia del tanto atteso ‘via libera’.

La fine di un incubo per il camionista napoletano Antonio Rutigliano: «Nessuno ci ha dato assistenza. Come se fossimo la feccia delle strade, da rinchiudere e bloccare. Sono stato fermo due giorni. Con la stufa al minimo per risparmiare il gasolio e i piedi bagnati. Ormai ho finito la roba da mangiare e alla tavola calda si spende troppo» ha detto prima di risalire sul suo bilico carico di elettrodomestici.

La prende con filosofia e preferisce raccontare dei suoi tre figli l’altro partenopeo del gruppo: Mario Fuiano. Martedì aveva scaricato dodici auto a una concessionaria modenese: «Una notte l’ho fatta a Firenze sud e l’altra l’ho fatta qui a Casalecchio. Ho sentito le previsioni e spero di ripartire prima di sera. Se va bene domani ritorno in famiglia. Perché prendersela? Basta organizzarsi».

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