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Stragi naziste, la Corte dell'Aja dà ragione a Berlino

Accolto il ricorso tedesco contro gli indennizzi alle vittime

Il caso era nato quando la Cassazione aveva riconosciuto ai familiari il diritto ai risarcimenti. Terzi: "Rispetto per la sentenza, ora dialogo". Berlino: "Giudizio importante, non va contro le vittime". Ma il comunista Ferrero attacca: "Vergogna"

La corte dell'Aja in seduta
La corte dell'Aja in seduta
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L’Aja, 3 febbraio 2012 - L’Italia ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti. Lo ha stabilito la Corte internazionale di giustizia dell’Onu.

“La Corte ritiene che l’azione dei tribunali italiani di negare l’immunità costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco”, ha spiegato il giudice Hisashi Owada nel corso di un’udienza pubblica all’Aja.

Lo scontro legale era scoppiato nel dicembre 2008 quando Berlino aveva presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Cassazione italiana che aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. 
 

LE REAZIONI

TERZI: "RISPETTO PER LA SENTENZA, ORA DIALOGO CON BERLINO" - L’Italia esprime “rispetto” per la sentenza sugli indennizzi per le stragi naziste emessa dalla Corte dell’Aja e continuerà a “ricercare una soluzione d’intesa” con la Germania. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

“Rispettiamo la sentenza emessa oggi dalla Corte Internazionale di Giustizia. I suoi contenuti non coincidono con le posizioni sostenute dall’Italia ma riteniamo che la pronuncia fornisca un utile contributo di chiarimento soprattutto alla luce del riferimento che la Corte fa all’importanza di negoziati tra le due parti per individuare una soluzione”, ha affermato il titolare della Farnesina.

“In questo senso l’Italia intende proseguire, come fatto sinora, ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari”, ha proseguito Terzi.

La decisione di Berlino di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia, ricorda la Farnesina, era stata determinata da alcune cause di risarcimento contro la Germania promosse nei tribunali italiani da ex-internati (soprattutto ex-internati militari italiani) e familiari di vittime delle stragi naziste, nonchè dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione italiana che, sulla base di un’interpretazione restrittiva del principio dell’immunità giurisdizionale, ha riconosciuto la competenza del giudice italiano in materia.

FERRERO: "SENTENZA VERGOGNOSA" - “La sentenza della Corte dell’Aja è vergognosa, calpesta letteralmente la memoria delle vittime del nazismo, il valore della Resistenza partigiana, la storia. Non rende giustizia non solo alle vittime e ai loro famigliari ma soprattutto si configura come un precedente simbolicamente indelebile. Il governo italiano non ha nulla da dire?”. Così Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra.

BERLINO: "GIUDIZIO IMPORTANTE PER LA GERMANIA" - "Un giudizio importante per la Germania e l’intera comunità internazionale". Così il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle commenta la sentenza dell’Aja. Il giudizio, rileva, "non è contro le vittime del nazismo", la cui "sofferenza" è "già pienamente riconosciuta dal governo tedesco".

 

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