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L'associazione ha scritto un libro-appello con quaranta storie di famiglie che devono garantire assistenza 24 ore su 24 a figli gravi e gravissimi. "Per ora nessuna risposta"
Roma, 5 febbraio 2012 - Quaranta lettere aperte di quaranta genitori, quaranta lettere di ‘famiglie speciali’. Sono i genitori di Letizia, di Marco, di Marianna, di Roberto, di Imma e Maria Antonietta, piccoli "angeli con una sola ala" che hanno bisogno di assistenza quotidiana, 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, per tutti gli anni.
Sono i genitori dei Disabili gravi e gravissimi che hanno deciso di raccogliere in un volume le loro "lettere-appello" per chiedere al ministro del Welfare Elsa Fornero di "affrontare finalmente il problema del prepensionamento di chi assiste disabili con necessità di un care-giver 24 ore su 24", riconosciuti in Francia e in Gran Bretagna.
Quaranta lettere in cui i genitori di ragazzi speciali raccontando la propria esperienza quotidiana intendono riportare l’attenzione su un provvedimento che ha più volte iniziato il suo iter parlamentare senza mai vedere la luce.
Il volume, per il quale il ‘Coordinamento nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi’ ha chiesto al ministro Fornero di fare la prefazione si apre con un breve "manifesto": "L’equita sociale si raggiunge quando lo Stato offre risposte adeguate al bisogno. Se è giusto concedere il prepensionamento a chi svolge lavori usuranti e si vuole aumentare l’età pensionabile rispetto alle maggiori aspettative di vita, coloro che sicuramente vivranno dai 9 ai 17 anni in meno, hanno diritto o no ad un adeguato prepensionamento?".
Il Coordinamento, spiega Simona Bellini, presidente e ‘mamma’ oltre che di Letizia anche del Coordinamento, con questo appello vuole rinnovare "la denuncia relativa alla gravissima situazione in cui versano i familiari che si prendono cura dei propri cari disabili con ‘forte carico assistenziale’ in ambito familiare, pur dovendo sostenere anche l’impegno del lavoro fuori casa. Da 17 anni il Coordinamento si batte per ottenere nei casi piu’ gravi il sostegno di un adeguato prepensionamento".
"Finora - conclude Bellini - non abbiamo ricevuto alcuna risposta né per quanto riguarda il libro né alle numerose richieste di incontro. Il ministro ha gia incontrato diverse associazioni di disabili ma noi, almeno per ora non siamo in agenda. Non è e non vuole essere e, tantomeno, deve diventare una guerra tra poveri ma le necessità e le difficoltà delle famiglie dei disabili gravi e gravissimi non possono essere rappresentate da associazioni di disabili. I nostri figli sono persone ‘speciali’ non in gradi di autodeterminarsi, di reppresentare i propri bisogni, hanno necessita’ e difficolta’ che queste associazioni non tutelano e non possono tutelare".