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Emergenza gelo, gas garantito fino a mercoledì

Ministero dello Sviluppo: "Attivate centrali a olio, nessun taglio per le famiglie"

Passera: "Canali alternativi per il rifornimento". Marcegaglia: "Mettere mano alle riserve". Ue e Gazprom rassicurano: "La situazione verso la normalità". Scaroni: "La situazione si tranquillizzerà durante il weekend"

Un operaio al lavoro in un gasdotto (Ansa)
Un operaio al lavoro in un gasdotto (Ansa)

Roma, 6 febbraio 2012 - Il Comitato per il monitoraggio e l’emergenza gas del ministero dello Sviluppo economico, a causa del prolungamento "dell’eccezionale ondata di freddo, del connesso picco storico nei consumi di gas e del livello ridotto di forniture dalla Russia e dai due rigassificatori disponibili (Rovigo e Panigaglia)", ha deciso di attivare la "fase di emergenza" e  avviare la "messa in esercizio delle centrali elettriche ad olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico".

Il Comitato assicura, inoltre, che non ci sarà nessun taglio delle forniture di gas per le famiglie, mentre "è in corso l'attivazione del contenimento dei consumi dei clienti industriali, le cui clausole contrattuali prevedano tale possibilità". "Queste misure - si legge in una nota - tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative".

PASSERA - "La situazione è sicuramente critica, perché dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi di gas, però è ben monitorata", ha rassicurato però il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. "Tutti gli step ulteriori in caso di bisogno sono pronti a essere messi in moto. Ogni giorno si fa il punto, ogni giorno si decidono le cose da fare come è stato ieri e come sarà oggi", ha spiegato. "Noi viviamo quotidianamente con la sala regia del gas e dell’energia - ha proseguito Passera - ieri abbiamo deciso di passare a livello di allerta perché si sono dimostrati i più alti nella storia, quindi dobbiamo essere preparati a richieste superiori alle previsioni". Il ministro Passera ha spiegato che sono stati già attivati canali alternativi: "Dall’Africa e da altre parti".

SCARONI - Dal canto suo l’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni, ha spiegato che "siamo in emergenza, abbiamo reagito aumentando le importazioni di gas dall’Algeria e dal Nord Europa". "Non abbiamo problemi fino a mercoledì", ha detto a Radio 24, sottolineando che è attesa "un’altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo che comportamento avràGazprom giovedì e venerdì. Nella peggiore delle ipotesi dovremo intervenire sui cosiddetti interrompibili", ossia per "quelle aziende che hanno dei contratti per i quali si puo’ interrompere il flusso di gas". Poi, in serata, parlando al Tg3, ha detto:  "Con le misure che ha preso oggi il comitato d’emergenza gas si potrà disporre di ulteriori 25 milioni di metri cubi al giorno di gas, circa l’8-9% dei consumi: mi attendo quindi che la situazione si tranquillizzerà durante il prossimo weekend".

MARCEGAGLIA -  La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si è detta "preoccupata" chiedendo di "mettere mano alle riserve di gas", affinché non si agisca "solo sulle imprese". La situazione - ha proseguito - rischia di diventare critica perché giovedì ci potrebbe essere la decisione di fermare le aziende". Questo dopo che le imprese "hanno già subito gli scioperi dei tir e l’impossibilità di lavorare a causa del maltempo in alcune aree del Paese".

GAZPROM: "IL PEGGIO E' PASSATO" - Intanto il colosso russo del gas, Gazprom, ha rassicurato l’Italia, spiegando che "il peggio è passato" nella fase difficoltosa per le forniture all’Europa. Sergey Kuprianov, portavoce della compagnia, in un colloquio con TMNews a Mosca ha affermato che la situazione dell’approvvigionamento di metano russo per l’Italia e gli altri Paesi europei "non è critica: abbiamo e stiamo facendo tutto il possibile. E in base alle previsioni del tempo in nostro possesso, ci siamo lasciati alle spalle il momento topico", ha spiegato. Per Kuprianov, Gazprom "ha inviato anche più gas rispetto agli scorsi anni", ma il problema era "l’impossibilità del sistema" nel permettere un aumento di volumi in base alle richieste lievitate in maniera esponenziale proprio per il freddo. Nei giorni scorsi "c’era troppo freddo, in Russia, in Ucraina, nei paesi limitrofi. Era fisicamente impossibile inviare tutto il gas richiesto".

LA UE - Rassicurazioni giungono anche dall’Europa, secondo cui le forniture si stanno normalizzando, anche se per alcuni Paesi - tra ui il nostro - permangono riduzioni. "Le cose sono nettamente migliorate durante il fine settimana - ha riferito Marlene Holzner, portavoce della Commissione Ue per le questioni energetiche -. Siamo in stretto contatto con gli Stati membri e ci hanno informato che i flussi di gas in arrivo dalla Russia sono tornati alla normalità in Bulgaria, Slovacchia, Austria, Ungheria, Polonia e Grecia". Mentre per Romania, Germania e Italia, ha precisato, "i flussi aumentano ma non sono al livello che avevamo due settimane fa". Secondo la Commissione, "non c’è un’emergenza in Europa, i consumatori ricevono gas come prima". Quanto allo specifico caso italiano, "possiamo vedere come aiutare" Roma, se il governo segnalasse un bisogno in tal senso, ha aggiunto Bruxelles. In caso di necessità, infatti, l’Italia potrebbe usare di più il gasdotto del Tarvisio e acquistare più forniture dall’Austria.

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