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La leader della Cgil risponde picche alle proposte di Cisl e Uil di una 'manutenzione' della tutela dei lavoratori: "Se è intesa come una diminuzione dell'efficacia dell'art. 18 non è giusta né necassaria"
Roma, 6 febbraio 2012 - In vista dell'imminente riforma del Lavoro, gli animi si infiammano, soprattutto sul nodo dell'articolo 18, la cui riforma il premier Mario Monti dà per certa entro marzo.
E' la leader della Cgil Susanna Camusso a tornare sull'argomento: "Una manutenzione dell’articolo 18 intesa come diminuzione della sua efficacia non è giusta e nemmeno necessaria", dice ai microfoni di Radio Popolare, replicando alle proposte avanzate da Cisl e Uil.
"La cosa che ci preoccupa più di tutte è l’idea che da un confronto sul mercato del lavoro e sul tema fondamentale del dualismo del mercato del lavoro e della precarietà si è passati a una discussione su come indebolire le tutele dei lavoratori", aggiunge.
"Questo è un governo che spesso pensa di non dover rendere conto a nessuno e quindi immagina di poter procedere anche da solo", aggiunge Susanna Camusso. "Il tempo della trattativa sul lavoro può essere breve o lungo. Dipende da quale disponibilità c’è a discutere delle questioni vere e provare a risolverle", continua.
"Certo, se bisogna discutere solo di licenziamenti il tempo diventa infinito. Non faccio previsioni ma penso che ci sono questioni molto complicate su cui le posizioni sono profondamente diverse. Penso che bisogna fare tutti gli sforzi per trovare delle soluzioni su almeno due temi: precarietà e allargamento degli ammortizzatori sociali".