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Nel numero di Chi in edicola domani ci saranno immagini esclusive e la hostess. Rimandato l'incontro tra Franco Gabrielli e la popolazione del Giglio. Concordia, il Riesame: "Schettino resta ai domiciliari"
Roma, 7 febbraio 2012 - Un ristorante a Villefranche-sur-Mer, una tavola imbandita con ostriche e granchi e, in posa, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino con, accanto a lui, la hostess Domnica Cemortan: è la fotografia, risalente al 13 dicembre 2011, un mese prima della tragedia del Giglio, scattata durante la sosta di una crociera, che apre l’ampio servizio di “Chi”, in edicola domani in esclusiva mondiale, dedicato al “capitano e alla moldava”.
Seguono poi altre immagini di Domnica Cemortan a bordo della Costa Concordia: la hostess in abito da sera davanti a una scalinata; quindi in bikini nella restroom della nave; con alcuni membri dell’equipaggio, che la tengono in braccio; nella sala cinematografica della Concordia con gli occhialini per vedere un film in 3D; da ultimo, ancora in abito da sera con alcune amiche e ragazze dell’equipaggio.
MA DOMNICA: "IO NON AMO SCHETTINO" - Foto o non foto, la moldava Domnica prende le distanze da quelle che ritiene semplici insinuazioni stampa. Dalle colonne di Oggi, in edicola domani, la Cemortan afferma di non essere l'amante di Schettinino e di non aver mai detto di "amarlo" o "frasi del genere".
Domnica, piuttosto, vorrebbe “capire come può essere uscita un’informazione del genere. Dicono che hanno trovato un mio bikini nella cabina di Schettino. E il mio bagaglio dov’è? Non c’è nient’altro di mio? Non ci sono pantaloni, non ci sono camice, niente? E no scusate, ci vuole qualcosa di più. Come si può costruire una storia partendo da un bikini? E poi cos’hanno trovato su questo bikini che permetta di collegarlo a me? C’era scritto il mio nome, c’era la mia foto o il mio dna?”
Domnica è categorica quando smentisce che i pm le abbiano fatto domande su una presunta relazione col comandante: "qualcuno mi ha detto che i miei vestiti sono sequestrati. Perché allora i magistrati non mi hanno interrogato su questo?”.
SCHETTINO RESTA AI DOMICILIARI - Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Firenze. Il Riesame ha respinto così il ricorso della procura di Grosseto che chiedeva il ripristino della misura cautelare in carcere e della difesa del comandante che voleva anche la revoca dei domiciliari. Il Tribunale del Riesame ha confermato così l’ordinanza del gip di Grosseto Valeria Montesarchio.
"ll Tribunale distrettuale del Riesame di Firenze “ha accertato non solo la sussistenza di gravissimi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati all’indagato Francesco Schettino, ma anche la sussistenza di gravi e rilevanti esigenze cautelari”. Così Francesco Verusio, procuratore della Repubblica di Grosseto, ha commentato l’ordinanza depositata oggi. Per il capo dei pm che stanno indagando sul naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio è “importante” il riconoscimento che arriva dal Riesame circa la necessità di mantenere il comandante agli arresti, seppure non in carcere, “come viceversa auspicato” dalla Procura.
MESSA PER LE VITTIME - Domenica 12 febbraio, alle ore 11, a Roma, nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, presiederà una Santa Messa in suffragio delle vittime della nave Concordia. Ne dà notizia oggi l’ufficio comunicazioni sociali della Cei. Alla celebrazione, che sarà trasmessa in diretta su RaiUno, prenderà parte anche il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. La trasmissione della Messa, la cui regia sarà curata da don Antonio Ammirati con la telecronaca di Fabio Zavattaro, sarà disponibile anche su www.chiesacattolica.it.
RIMANDATO L'INCONTRO TRA GABRIELLI E GLI ISOLANI - Si terrà domani l’incontro all’isola del Giglio tra la popolazione locale e Franco Gabrielli, commissario delegato del Governo a seguito del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio. Gabrielli si è impegnato a ritornare sull’isola una volta alla settimana. Oggi però deve presenziare all’audizione in Senato proprio sull’emergenza Giglio.
Intanto i lavori sui serbatoi della Concordia sono fermi a causa del mare mosso. La speranza è che il tempo migliori tra mercoledì e giovedì, per permettere di completare la flangiatura, con l’installazione delle valvole necessarie all’aspirazione del carburante, sui primi sei serbatoi che ne contengono circa due terzi.
ANCORA 15 DISPERSI: 4 SONO ITALIANI - Attualmente sono 17 i corpi recuperati dalla Costa ‘Concordia’, mentre sono 15 i dispersi, di 5 nazionalità: 4 italiani, 6 tedeschi, 2 francesi, 2 statunitensi e un indiano. Lo dice Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e Commissario delegato per l’emergenza della Costa ‘Concordia’, nel corso della sua audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato. I numeri risultano “da liste accurate” sugli imbarcati, precisa Gabrielli.
Quanto si è verificato con il naufragio della Costa ‘Concordia’ è “un evento che non è nella letteratura” dei precedenti incidenti marittimi, un evento che richiede grande complessità per una soluzione, ad esempio per la rimozione dello scafo. Lo dice Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e Commissario delegato per l’emergenza della Costa ‘Concordia’, nel corso della sua audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato.
Parlando della Costa, Gabrielli spiega che “la società armatrice si sta dimostrando particolarmente collaborativa” e “non c’è stato bisogno di sollecitazioni” da parte della struttura per l’emergenza nello svolgimento delle attività necessarie per evitare dispersioni di carburante. La società “credo sia preoccupata di non far gravare sulla propria immagine un disastro ambientale”, rileva il capo della Protezione civile. Un’immagine, rileva Gabrielli, già colpita da “un evento che non è nella letteratura” degli incidenti marittimi.
l naufragio della Costa ‘Concordia’ “al momento non presenta pericoli per l’ambiente”. Lo dice Franco Gabrielli. “Sia sotto il profilo degli idrocarburi” che potrebbero finire in mare, “sia sotto il profilo batteriologico”, l’acqua attorno alla nave “al momento non prsenta pericoli per l’ambiente”, spiega Gabrielli. Ciò, precisa, vale “sempre nei parametri di un luogo antistante un porto, che non sono parametri di un acqua cristallina”, ma comunque “compatibili con l’ambiente”.