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Danni fino a 100 milioni per tutta la filiera agroalimentare, e due milioni di animali nelle stalle rischiano di rimanere senza acqua e cibo. Il Codacons: "Comprare il minimo indispensabile per non arricchire i furbetti della neve"
Roma, 7 febbraio 2012 - Le forniture di verdure e degli altri prodotti deperibili hanno subito un taglio di almeno il 30% nelle regioni interessate dal maltempo con le consegne che procedono a macchia di leopardo sul territorio nazionale e con danni stimabili per 100 milioni di euro. In alcuni paesi isolati, i negozi sono addirittura chiusi o gli scaffali completamente vuoti mentre la situazione migliora nelle città come Roma. E' quanto emerge da un monitoraggio alla riapertura settimanale di negozi e mercati effettuato dalla Coldiretti che ha mobilitato diecimila trattori degli agricoltori associati per collaborare con le amministrazioni comunali e provinciali al ripristino della circolazione.
PREZZI AL CONSUMO ALLE STELLE - Ed è il Codacons a lanciare l'allarme prezzi, con rincari "stellari" su frutta e verdura: fino al +200%. L'associazione dei consumatori ha riscontrato forti aumenti dei listini in negozi e supermercati di tutta Italia, ricevendo numerose segnalazioni da parte dei cittadini. "Da un parte gli scaffali appaiono semivuoti in moltissimi esercizi commerciali e dall'altro - spiega il presidente Carlo Rienzi - si è registrato un elevato incremento dei prezzi per i prodotti ancora disponibili''. Il fenomeno riguarda i generi alimentari, in particolare l'ortofrutta, la carne e il pesce, per i quali le difficoltà di approvvigionamento legate al maltempo e ai disagi stradali hanno prodotto "rincari assurdi che in alcuni casi arrivano al +200%, specie per frutta e verdura. Invitiamo i cittadini ad acquistare solo il minimo indispensabile per evitare di arricchire la tasche dei furbetti della neve'', conclude il presidente.
MA PER I PRODUTTORI NESSUN RINCARO - "Lavorano a rilento lungo tutta la penisola i mercati generali all'ingrosso di frutta e verdura, da Roma a Milano, dove - spiega la Coldiretti - si trovano i prodotti locali ma mancano quelli che devono subire lunghi trasporti mentre le basse temperature ed il gelo danneggiano il prodotto scaricato e frenano gli acquirenti". Anche per questo i prezzi alla produzione e all'ingrosso - continua la Coldiretti - sono al momento stabili ma si temono speculazioni al dettaglio come purtroppo è già avvenuto in situazioni simili.
DANNI PER AGRICOLTORI - Il danno per la filiera agroalimentare "ammonta già - stima la Coldiretti - a cento milioni di euro non solo per le difficoltà nei trasporti che hanno già impedito la consegna di oltre centomila tonnellate di frutta, verdura, uova, latte fresco ed altri prodotti deperibili ma anche perché le piante cedono sotto il peso della neve mentre si registra una impennata nei costi di riscaldamento delle serre, il gelo sta bruciando le verdure invernali in campo cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli e se continuerà a morire saranno anche viti e ulivi come nel 1985, con danni incalcolabili destinati a durare nel tempo".
Almeno due milioni di mucche e maiali nelle stalle isolate rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l'approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l'acqua agli abbeverato ma in alcuni casi a cedere - conclude la Coldiretti - sono le stesse stalle, le serre o le strutture agricole sotto il peso della neve.