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Canzone al 'Capoclan': indagato un neomelodico

Nel ciclone Nello Liberti, ritenuto vicino ai boss di Ercolano

Una canzone che inneggia alla figura carismatica del boss: è il brano 'O capoclan' del cantante Nello Liberti, finito nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sui clan camorristici di Ercolano Iacomino-Birra e Ascione-Papale

Il video della canzone dedicato al capoclan Vincenzo Oliviero
Il video della canzone dedicato al capoclan Vincenzo Oliviero

Napoli, 7 febbraio 2012 - Una canzone che inneggia alla figura carismatica del boss con altrettanto video, mandato in onda su diverse reti private e postato anche su YouTube, nel quale fanno bella mostra di sé pistole, uomini dietro le sbarre e motociclisti senza casco. E’ il brano `O capoclan’ del cantante neomelodico Nello Liberti, finito nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sui clan camorristici di Ercolano Iacomino-Birra e Ascione-Papale che, questa mattina, ha portato all’esecuzione di 41 ordinanze di custodia cautelare.

L’artista risulta soltanto indagato per istigazione a delinquere, ma per lui i pm avevano richiesto l’arresto. Richiesta rigettata dal gip ritenendo la motivazione “carente”. Secondo l’accusa, la canzone e le immagini riconducibili al brano scritto nel 2004 si riferiscono a personaggi precisi inneggiando alla camorra esaltandone atteggiamenti e abitudini, diventando un vero e proprio “inno alla malavita e alla delinquenza”.

“Per quest’uomo non esiste la libertà, per onore si nasconde la verità - recita il testo de ‘O capoclan’ tradotto in italiano dal napoletano - I ragazzi stanno fuori ad aspettarlo, nel frattempo sanno cosa devono fare se è arrivata la lettera del capo, la condanna per chi ha sbagliato”. “Pure se lui è così, è capo e sa vivere perché ci dà il rispetto e noi dobbiamo rispettarlo - si dice ancora - Il capoclan è un uomo serio, che non è davvero cattivo, ma non si può ragionare con il cuore”.

“Il capoclan - canta Liberti - non sbaglia perché per la famiglia è il capo e deve saper comandare. Da piccolo non ha potuto mai studiare, per sfortuna se ne andò a lavorare. Si sacrificò per mangiare la sera, volle togliere la famiglia dalla miseria. Se ha sbagliato - continua - è stato per necessità. Certo questo l’ha voluto Dio, se ora è un vero uomo di strada. E’ capo e sa vivere, e noi dobbiamo rispettarlo”. A coda del pezzo, è lo stesso attore che interpreta il capoclan, a declamare: “Dio proteggi i miei figli, ma se qualche volta non ti è possibile, ci penso io, che sono il capoclan”.
 

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