Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Gli avvocati dell'ex premier hanno sostenuto che il differimento nel tempo della stessa udienza era stato provocato da un impegno del legale di Mills e non di quello di Berlusconi. Prossime udienze l’11 e il 15 febbraio
Milano, 9 febbraio 2012 - "Mi accingo a chiedere al tribunale la sentenza di proscioglimento dell’imputato per intervenuta prescrizione”: così Piero Longo, uno dei legali di Silvio Berlusconi al processo Mills, ha preso la parola al termine dell'ultima deposizione. In particolare, secondo l’avvocato Piero Longo, il collegio deve dichiarare il “non luogo a procedere” per Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari. Longo e Ghedini riferendosi a un verbale riassuntivo dell’udienza per rogatoria hanno sostenuto che il differimento nel tempo della stessa udienza era stato provocato da un impegno del legale di Mills e non di quello di Berlusconi, per cui nel periodo indicato la prescrizione avrebbe continuato a correre.
LA DECISIONE - È impossibile decidere adesso allo stato degli atti sulla richiesta di dichiarazione di prescrizione avanzata dalla difesa anche perché sarebbe una valutazione di merito che ci è impedita dalla causa di ricusazione in corso. Con questa motivazione i giudici del tribunale di Milano hanno in pratica deciso di non decidere riservandosi la scelta al momento della valutazione finale.
I giudici hanno ordinato di andare avanti con il processo fissando le prossime udienze per l’11 e il 15 febbraio, mentre l’udienza di oggi prosegue con la difesa di Berlusconi che chiede la citazione di nuovi testimoni.
Per il pm Fabio De Pasquale la richiesta era inammissibile perché non si può acquisire in un processo che si svolge con la legge italiana un documento proveniente dalla corte inglese che rappresentava soltanto l’autorità rogata, che aveva ricevuto richiesta di assistenza giudiziaria.