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LASCIAMO perdere la Siberia e la Norvegia, terre lontane dove gli abitanti hanno altri ritmi e altre abitudini. Ma a Bolzano o ad Aosta chissà come se la cavano con i treni quando d’inverno nevica e il termometro va a 6-7 gradi sotto lo zero. Cioè quasi sempre, da dicembre a fine febbraio. Ci dicono che non succede quasi nulla, nel senso che a parte qualche fiosiologica cancellazione, i convogli continuano a correre, veloci e sicuri, nel freddo e nella neve. Qui da noi invece, dove il freddo e la neve, sono uguali a quelli del nord Italia l’emergenza sembra non finire mai. Un mistero cinese.
Vabbè che la nevicata dei giorni scorsi è stata di portata eccezionale, ma non si capisce come la rete ferroviara non sia in grado di reggerla. Qualche disagio, è ovvio va messo in conto, ma ciò che sta accadendo in questi giorni, e che potete leggere qui a fianco, è incomprensibile. Da tre giorni non nevica più, la circolazione è ripartita con i normali ritmi anche sui colli di Bologna dove le strade fino a ieri l’altro sembravano cunicoli scavati nella neve, perfino in Valconca, nel Riminese, dove sono caduti due metri di neve, la vita è ripresa. Ma la rete ferroviaria continua ad essere un bollettino di guarra fra cancellazioni e ritardi.
Trenitalia e Fer, le ferrovie regionali, per far fronte al maltempo ora applicano addirittura la «guerra preventiva» all’inverno: dato che le previsioni meteo danno neve abbondante per il fine settimana sono stati cancellati altri 156 treni. Se lo raccontate a Bolzano non ci credono. Trenitalia lo chiama il «piano neve», i cittadini lo chiamano disservizio. Anche perchè la logica ci dice che squando nevica forte sarebbe meglio lasciare l’auto a casa e utilizzare i mezzi pubblici, per esempio il treno. Ma se i treni si bloccano in campagna, partono in ritardo, vengono cancellati, viene da pensare che il mondo va alla rovescia. Anche perchè l’inverno non è un incidente stagionale: arriva tutti gli anni e non ogni tanto e la neve pure. Vorremmo che qualche dirigente di Trenitalia o di Fer anzichè annunciare «il piano neve» andasse una mattina qualsiasi nelle stazioni di Bologna, Anzola, Castelfranco Emilia, Modena dove i pendolari (studenti, impiegati, operai) aspettano treni che tra le sette e le otto non arrivano o arrivano in ritardo. Eppure ha smesso di nevicare da tre giorni. Nelle città gli autobus sono riusciti a viaggiare anche nei due giorni del Nevone. I treni aspettano la primavera per correre regolarmente. L’altra ipotesi è che a Bolzano o ad Aosta, o in Austria se vogliamo avventurarci in Europa, a governare le ferrovie ci siano dei marziani atterrati da chissà dove in astronave.
di Beppe Boni