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Casalesi, arrestato il sindaco di Casapesenna

Blitz contro i favoreggiatori del boss Michele Zagaria

Il primo cittadino, Fortunato Zagaria, solo omonimo, è accusato di violenza privata ed era stato eletto nel 2009. In manette anche diversi `colletti bianchi’ vicini all’organizzazione criminale dei Casalesi

Polizia
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Napoli, 10 febbraio 2012 - C’è anche Fortunato Zagaria, sindaco di Casapesenna, comune del Casertano e paese natio del boss dei Casalesi Michele Zagaria, tra le persone arrestate nell’ambito dell’operazione `Municipio’ condotta dal personale della Dia di Napoli su disposizione della Direzione distrettuale antimafia partenopea.

Il blitz ha portato a numerose perquisizioni e all’arresto di diversi `colletti bianchi’ ritenuti favoreggiatori dell’organizzazione criminale dei Casalesi e, in particolare, di Zagaria catturato proprio a Casapesenna dalla polizia il 7 dicembre scorso all’interno di un bunker sotterraneo. Il sindaco Zagaria, solo omonimo dell’ex superlatitante, è accusato di violenza privata ed era stato eletto nel 2009.


MANDATO ANCHE PER MICHELE ZAGARIA - Tra i destinatari della misura cautelare eseguita tra casertano e Basso Lazio ed emessa dal gip di Napoli, oltre il sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria, c’è anche il boss Michele Zagaria, l’ex superlatitante arrestato a dicembre scorso in un bunker supertecnologico all’interno di una villetta nel suo paese natale. Indagato, inoltre, ma a piede libero perché il gip ha rigettato la richiesta di provvedimento restrittivo, il consigliere comunale Luigi Amato. E’ lui a esplicitare all’allora primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara, il ‘consiglio’ di non partecipare a una iniziativa per la legalità. “Queste persone sono pericolose, devi stare attento, diceva riferendosi ai poliziotti. “Fu proprio Amato, su ordine di Michele Zagaria a costringere Zara a non partecipare alla manifestazione dicendogli più volte, ‘non farlo, quelle sono persone pericolose’, annota il gip.

PENTITO: IL SINDACO ERA IL PUPAZZO DI ZAGARIA - “Nicola Schiavone diceva che il comune di Casapesenna, e in particolar modo il sindaco Fortunato Zagaria era sotto il controllo di Michele Zagaria”. Sono queste le dichiarazioni di Roberto Vargas, ex esponente di spicco del clan del clan dei Casalesi e ora collaboratore di giustizia, considerato dagli inquirenti particolarmente attendibile. “Il sindaco Fortunato Zagaria era stato indicato direttamente dal boss - spiega ai pm della Dda di Napoli - ovvero era stato messo a fare il sindaco proprio da Michele Zagaria, il quale lo gestiva allo stesso modo di un pupazzo.

Michele Zagaria gestiva tutto il comune di Casapesenna. Nicola Schiavone mi diceva che noi al comune di Casapesenna non potevamo intervenire in quanto si svolgeva tutto sotto il controllo di Michele Zagaria. Mi viene chiesto in che modo Michele Zagaria ha agevolato il sindaco ed io rispondo che lo ha fatto votare da tutti i suoi paesani sfruttando il suo potere camorristico, ed anche perché i Zagaria avevano a loro disposizione sia i politici del Comune che i tecnici comunali”.

Nicola Schiavone, del resto, è figlio di Francesco, il boss detenuto a capo dell’altra potente fazione dei Casalesi, di cui lui stesso è reggente, e conosce dunque bene le dinamiche della cosca. Le indagini che hanno portato all’arresto di Fortunato Zagaria hanno riguardato tutta l’amministrazione del comune di Casapesenna dalle elezioni comunali del 2008. In quella tornata, l’uomo non si può ripresentare come candidato primo cittadino perché ha già svolto due mandati da sindaco.

L'EX SINDACO SI OPPONEVA ALLA CAMORRA - Per questo sostiene “strumentalmente”, a parere dei pm Giovanni Zara, convinto di poterlo manovrare, affiancandosi come suo vice e potendo contare sulla ‘collaborazione’, per gestire come meglio crede gli affari del Comune, di funzionari e impiegati dell’amministrazione. Zara, invece, dimostra subito autonomia intellettuale e politica, mettendosi in luce per i suoi attacchi alla camorra e politiche di legalità. Così Fortunato Zagaria, dopo aver utilizzato l’arma della minaccia inutilmente, orchestra le dimissioni della maggioranza de consiglio comunale (11 consiglieri su 20) che determinano nel febbraio 2009 lo scioglimento dell’ente. A giugno 2009 si ripresenta candidato e viene eletto di nuovo sindaco. Il Gip Maria Vittoria Foschini annota: “Le probabilità che Zagaria sindaco dal 1998 ad oggi sia completamente estraneo alle vicende personali e criminali del più illustre dei suoi cittadini non erano molte, ma le indagini sul punto tolgono ogni illusione”.

Giovanni Zara, ex sindaco di Casapesenna per quasi un anno tra 2008 e 2009, fornisce con la sua collaborazione, definita ‘coraggiosa’ dagli inquirenti, molti elementi fondamentali per l’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco attuale Fortunato Zagaria, burattino, dicono i pm, del gruppo che fa capo a Michele Zagaria del clan dei Casalesi. Zara comincia ad avere problemi con Fortunato Zagaria, che è suo vice, subito dopo l’arresto di tre latitanti di spicco del clan dei Casalesi, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia, componenti del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola. In quella occasione rilasciò delle dichiarazioni ai giornali di soddisfazioen per la vittoria dello Stato sul clan. Arrivano le minacce, e anche se lui non denuncia, gli inquirenti ne sono a conoscenza perché già è in piedi una attività di intercettazione.

Zara viene convocato dai pm e gli si fa ascoltare una conversazione nella quale racconta alla moglie delle intimidazioni. Ecco uno stralcio di quella testimonianza. “Incontrati Fortunato Zagaria - racconta Zara - il quale mi disse testualmente: “E’ inutile che ridi! E’ venuta una persona da me, riportandomi un’imbasciata da parte di Michele Zagaria. L’ambasciata inviatami dal boss mi fu testualmente detta da Fortunato ‘Per quello che hai dichiarato, sei un cornuto, uomo di merda!’”. Il boss allora latitante gli manda a dire, sempre per bocca di Fortunato Zagaria, “che la cosa non poteva considerarsi conclusa lì, ma ci sarebbe stato un seguito. Inoltre Fortunato Zagaria mi diffidò a rilasciare ulteriori dichiarazioni di tale tenore, perché in caso contrario, gli amministratori comunali di Casapesenna non mi avrebbero certo seguito”.

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