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Troppa neve: i lupi scendono dalle montagne

Avvistati in Abruzzo, Emilia Romagna e alle porte di Roma

Il comandante della Guardia Parco dei Castelli Romani, Carlo Grillo, tranquillizza: "In città non arriveranno mai". Massimiliano Rocco (Wwf Italia): "Non attaccano l'uomo". E in Molise muoiono cento cavalli bradi dell'antica razza Pentro 

Maltempo: lupi nell'entroterra marsicano (Olycom)
Maltempo: lupi nell'entroterra marsicano (Olycom)

Roma, 10 febbraio 2012 - La neve e il gelo spingono i lupi a scendere dalle montagne. Il fenomeno è stato osservato in particolare in Abruzzo, Emilia Romagna e nel Lazio, dove sono arrivati fino alle porte di Roma. Tranquillizza comunque il comandante della Guardia Parco dei Castelli Romani Carlo Grillo: "I romani stiano tranquilli in città non arriveranno mai". "La scorsa settimana, durante la nevicata, abbiamo avvistato un lupo con due cuccioli all’interno del parco dei Castelli Romani. Ieri, dopo ulteriori sopralluoghi fatti dall’ufficio ambiente del parco, sono stati trovati escrementi e ciuffi di pelo che potrebbero confermare il passaggio e la presenza di questi animali sul territorio", afferma Grillo.

"Per il parco dei Castelli Romani è stata una bella scoperta, che conferma le segnalazioni e gli avvistamenti di lupi negli anni passati. Non ci sono infatti pericoli, ma solo vantaggi - prosegue - I lupi sono animali intelligenti che si tengono lontani dall’uomo e non arriverebbero mai a spingersi in zone urbanizzate come Roma. La loro presenza, al contrario, è auspicabile per arginare un altro problema che sta emergendo in questi ultimi anni: l’aumento esponenziale di cinghiali, in provincia di Roma come nel resto d’Italia".

IL WWF ITALIA - "Sono più visibili, come altri predatori perché sono spinti dalle condizioni climatiche avverse a muoversi verso aree territoriali più facili da percorrere o dove possono trovare cibo e risorse alimentari", spiega all’Adnkronos Massimiliano Rocco, responsabile programma specie Wwf Italia. Così, insieme ai cervi che 'scendono' in paese, come sta avvendendo in Abruzzo, il lupo "viene avvistato più di frequente perché segue le prede e sceglie le strade battute dove può muoversi con minori difficoltà rispetto alla neve alta. Ma non c’è da aver paura, né può capitare che attacchino l’uomo. Quando la neve sparirà, il lupo sarà più elusivo e tornerà ad essere un ‘folletto’ dei boschi".  "In questi giorni - fa notare il responsabile programma specie Wwf Italia - si sta gridando 'al lupo al lupo', ma in molti casi si è visto che si tratta di gruppi di cani randagi o rinselvatichiti, potenzialmente molto più pericolosi del lupo perché sono animali che hanno perso la paura nei riguardi dell’uomo e possono attaccare".

MOLISE - Muoiono cento cavalli bradi dell'antica razza Pentro


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