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Stadi, Cancellieri: "Grandi passi contro la violenza"

E il capo della polizia: "Il calo maggiore tra tutti i reati"

Il ministro dell'Interno ha ricordati i progressi fatti dopo la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. Manganelli: "Risultati davvero straordinari"

Il capo della polizia, Antonio Manganelli, e il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellier (foto Imagoeconomica)
Il capo della polizia, Antonio Manganelli, e il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellier (foto Imagoeconomica)

Roma, 22 febbhraio 2012 - "Dall’anno zero (febbraio 2007, ndr) a oggi si sono fatti passi da gigante" nel contrasto del fenomeno della violenza degli stadi. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenuta alla presentazione del volume "la sicurezza negli stadi" promossa dall’associazioni nazionale funzionari di polizia in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

Il titolare del Viminale ha ricordato i progressi fatti dopo il tragico episodio che nel 2007 portò alla morte durante una partita di calcio a Catania, nel febbraio 2007, dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. Da allora, c’è stata una forte diminuzione degli episodi di violenza grazie anche alla collaborazione tra le forze di polizia e il mondo dello sport. Al lavoro svolto dall’Osservatorio "che ha fatto un grandissimo sforzo e quello fatto dalle società che hanno staccato ogni legame dalle frange più violente del tifo". Adesso - ha aggiunto il ministro - "comincia la seconda fase e occorre fare un ulteriore salto di qualità".

La legge sugli stadi "è una cosa molto importante, faremo la nostra parte, abbiamo tante priorità". Così il ministro dell’Interno, rispondendo a una domanda a margine del convegno promosso dall’associazione nazionale funzionari di polizia sulla sicurezza degli stadi. Nel contrasto del fenomeno della violenza nelle manifestazioni sportiva - ha aggiunto il ministro - "la repressione deve essere l’ultimo atto”. È necessario "un salto di qualità". Serve che vengano costruiti nuovi stadi più funzionali e adeguati.

IL CAPO DELLA POLIZIA - "In Italia nessun fenomeno delinquenziale ha avuto una flessione così forte come quello legato alla violenza nelle manifestazioni sportive". Così il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha commentato i "risultati davvero straordinari" ottenuti dalle forze di polizia e dalle società calcistiche contro la violenza negli stadi. Nei cinque campionati che hanno preceduto la morte dell’ispettore Raciti (febbraio 2007), ha sottolineato Manganelli, erano state 8 mila le persone denunciate e arrestate, 5 mila i feriti tra le forze dell’ordine e tra i civili, 1.114 gli incontri sospesi o terminati con incidenti. Numeri che sono drasticamente calati nei cinque anni successivi.

Un risultato, secondo il capo della Polizia, dovuto "all’impegno di tutti, alla condivisione delle scelte, alla riduzione della presenza dei poliziotti negli stadi e all’imposizione di una serie di norme" tra cui i tornelli negli stadi, i biglietti nominativi e i sistemi di videosorveglianza. Anche la figura degli steward è stata una scelta "molto importante" perché ha consentito al dipartimento "di destinare più forze di polizia al controllo del territorio".


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