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Milano, 2 aprile 2012 - L’arresto di Andrea Masiello arricchisce di un nuovo capitolo il lungo romanzo sul nuovo scandalo legato al calcio scommesse. La procura di Bari ha fatto scattare le manette per l’ex difensore biancorosso, oggi in forza all’Atalanta, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Oltre a Masiello ci sono altri 20 indagati, tra cui nove ex giocatori del Bari.
Quello di Masiello è solo l’ultimo di una serie di arresti illustri: l’inchiesta impegna infatti ben tre procure, che seguono diversi filoni d’indagine. Oltre a quella di Bari, sono al lavoro anche le procure di Cremona e Napoli. Tutto comincia l’1 giugno 2011, quando la procura di Cremona dispone l’arresto di 16 persone, tra cui l’ex capitano della Lazio e attaccante della nazionale Beppe Signori, sospettate di avere fortemente condizionato il risultato di diversi incontri dei campionati di serie A, B e Lega Pro.
Un’indagine che travalica i confini italiani. Il pm Roberto di Martino parla di “rete transnazionale” con Singapore come centro nevralgico: è lì infatti che opera Eng Tan Seet, detto Dan, considerato il re delle scommesse illecite.
L’ipotesi è che Dan abbia influenzato l’esito di numerose partite con la complicità di quella che viene ribattezzata “banda degli zingari”, un gruppo di scommettitori slavi e albanesi.
Il 20 dicembre finiscono in manette altre 17 persone: tra queste c’è anche Cristiano Doni, ex capitano dell’Atalanta, che secondo la procura sarebbe stato protagonista della combine di alcune partite del campionato di serie B nel 2009-10 e nel 2010-11. In carcere anche gli ex professionisti Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro), e i calciatori in attività Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia.
Sono addirittura 150 le partite nel mirino della procura di Napoli, che indaga soprattutto sul legame tra camorra e scommesse. Si tratta per la maggior parte di incontri delle serie minori, ma alcune anche di serie A e B. I clan coinvolti sono quelli dei D’Alessandro e Di Martino, attivi nell’area di Castellammare di Stabia. Un giro in cui sarebbe rimasto invischiato anche l’ex tecnico dell’Inter, Hector Cuper, accusato di fornire ai clan “dritte” su alcune partite del campionato spagnolo e di quello argentino.