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L'Aquila, tre anni dopo si piange ancora

Quasi 22mila abitanti ancora 'assistiti' e ricostruzione ferma

Lutto cittadino per ricordare le 309 vittime del sisma, i circa 2.000 feriti e la distruzione di un ingente patrimonio architettonico

Il ministro per l'Istruzione e la Ricerca, Francesco Profumo, insieme al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente (Ansa)
Il ministro per l'Istruzione e la Ricerca, Francesco Profumo, insieme al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente (Ansa)

L’Aquila, 5 aprile 2012  - Sarà lutto cittadino domani all’Aquila. Lo ha disposto il sindaco Massimo Cialente, con un’ordinanza, in occasione del terzo anniversario del sisma che costò la vita a 309 persone, fece circa 2.000 feriti e distrusse di un ingente patrimonio architettonico.

Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’esposizione delle bandiere negli edifici pubblici listate a lutto, “per non dimenticare e per contrassegnare quanto è ancora vivo e presente in ciascuno il dolore per le tante vite cadute sotto le macerie del sisma; il divieto, nelle vie e nelle piazze del luogo di svolgimento delle iniziative programmate dall’Amministrazione comunale, di tutte le attività lavorative dei cantieri edili, delle attività rumorose e che possono intralciare l’afflusso delle persone”.

L’ordinanza prevede anche “la chiusura, in segno di lutto e in ricordo delle vittime del sisma, degli uffici comunali, con esclusione dell’Ufficio dello Stato Civile, l’Ufficio elettorale, l’Ufficio di Assistenza alla Popolazione e ai Servizi Sociali e la Polizia Municipale, dalle ore 9.30 alle ore 11.30” e “la chiusura degli esercizi commerciali e i locali pubblici dell’intero territorio comunale dalle ore 9.30 alle ore 11.30”.

RICOSTRUZIONE LENTA - La ricostruzione procede ancora a rilento, con 21.731 persone (dei 72mila residenti) ancora assistite (16mila in meno rispetto al 2011). Di queste oltre 7mila abitano nei Map (Moduli abitativi provvisori, ossia le casette di legno, nate subito dopo la tragedia per opera del Dipartimento della protezione civile nazionale), 573 nelle case in affitto concordato con la Protezione Civile, 630 attraverso il fondo immobiliare. Altre 314 persone risiedono in albergo o nella Scuola sottufficiali delle Fiamme gialle di Coppito (L’Aquila).

Il numero più consistente della popolazione (13mila cittadini circa) risiedono nelle 19 new town, in quello che è stato denominato Progetto “Case”, realizzate a tempo record, lavorando giorno e notte. Abitazioni provvisorie che hanno avuto un costo di 2.700 euro a metro quadrato e a distanza di tre anni molte sono le lagnanze della popolazione per difetti non calcolati o peggio ancora interventi di manutenzione non fatti.

Nel frattempo numerose le piccole e medie aziende che sono state costrette a chiudere a causa della mancata ripartenza. Confartigianato parla di circa 500 micro imprese artigianali che non sono riuscite a ricollocarsi e altre 1.500 a rischio chiusura. La ricostruzione, infatti, è ferma.


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