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Piove a Pasqua? Pranzi infiniti: due chili in più

Piatto per piatto, le calorie presentano il conto

La pioggia taglia le vacanze, costringe gli italiani al chiuso e allunga i tempi trascorsi a tavola per il tradizionale pranzo di Pasqua. Il risultato sono (almeno) due chili in più sulla bilancia

Agnello pasquale
Agnello pasquale

Roma, 8 aprile 2012 - Pasqua a casa, con chi vuoi e con la pancia piena. Forse troppo. La pioggia taglia le vacanze, costringe gli italiani al chiuso e allunga i tempi trascorsi a tavola per il tradizionale pranzo, facendo lievitare così il conto delle chilocalorie assunte.

Gli effetti sul peso sono di un aumento anche più di 2 chili. La stima è della Coldiretti, che, nonostante il risparmio negli acquisti dettato dalla crisi, ritiene il menu pasquale arrivi a contare fino a seimila chilocalorie a testa. Sulla tavola oggi infatti sono protagonisti i piatti della tradizione preparati in casa da piu’ di otto italiani su dieci; calano le presenze nei ristoranti, ma non negli agriturismi.

A far salire il conto delle calorie, precisa Coldiretti, già la mattina c’è la colazione dove il tradizionale uovo sodo contiene circa 60 chilocalorie mentre cento grammi di salame corallina ne aggiungono altre 400.

CONTIAMO LE CALORIE -  Il casatiello napoletano che conta circa 400 chilocalorie ogni 100 grammi, mentre per una fettina (100 grammi) di pizza ripiena con verdure ci sono circa 300 chilocalorie.

A pranzo, un piatto di lasagne al ragù ne fornisce 600, le costolette di agnello 300, una fetta di colomba 400 chilocalorie che salgono a 600 se si preferisce la pastiera. Dolci ai quali vanno aggiunti almeno cento grammi di cioccolato al latte dell’uovo, da accompagnare con un bicchiere di spumante con altre 200 chilocalorie.

Un sovraccarico di energia accompagnato da una maggiore sedentarietà con le lunghe chiacchierate a tavola con parenti e amici favorite dal maltempo. Con la crisi, in quattro famiglie su dieci si è riscoperto il piacere della preparazione casalinga dei dolci tipici della tradizione di Pasqua, con un crollo del 10% negli acquisti dei prodotti industriali come colombe e uova di cioccolato.

Si stima una spesa di 300 milioni di euro per la preparazione casalinga e l’acquisto dei dolci tipici di Pasqua. Nella top five dei dolci pasquali preferiti, al primo posto c’è la pastiera napoletana che batte la colomba mentre seguono da vicino la pizza di Pasqua e la treccia pasquale.


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