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Via Poma, Raniero Busco assolto in appello
Lui piange: "Da oggi ricomincio a vivere"

Il fratello: "Esiste una giustizia"

L'uomo assolto per non aver commesso il fatto. Ribaltata la sentenza di corte d'assise che, il 26 gennaio 2011, lo aveva condannato a 24 anni per omicidio volontario. Il delitto resta senza colpevoli

Renato Busco piange abbracciato alla moglie dopo la lettura della sentenza (Ansa)
Renato Busco piange abbracciato alla moglie dopo la lettura della sentenza (Ansa)

Roma, 27 aprile 2012 - La prima corte d’assise d’appello di Roma ha assolto per non aver commesso il fatto Raniero Busco dall’accusa di aver ucciso Simonetta Cesaroni. Alla lettura della sentenza l'ex fidanzato della ragazza è scoppiato in lacrime e ha abbracciato la moglie Roberta Milletari, (VIDEO) che gli è sempre stata accanto nel corso di tutte le udienze di primo e secondo grado.

E' stata così ribaltata la sentenza di corte d'assise che il 26 gennaio 2011 aveva condannato Busco a 24 anni di reclusione per omicidio volontario. La conferma della sentenza di primo grado era  stata sollecitata dal sostituto procuratore generale Alberto Cozzella. Resta così senza colpevoli il delitto della ragazza trovata massacrata da 29 coltellate il 7 agosto 1990 negli uffici dell'Associazione degli Ostelli della gioventù di via
Poma a Roma.

"RICOMINCIO A VIVERE" - "Da oggi ricomincio a vivere. Quando è uscita la Corte, in un attimo, ho rivisto tutta la mia vita", ha detto Raniero Busco commentando la sentenza di assoluzione.

"ESISTE UNA GIUSTIZIA" -  La sentenza è stata accolta con un lungo applauso da un gruppo di amici che hanno sempre seguito le udienze dando il loro conforto all’imputato. "Esiste una giustizia", ha poi detto il fratello di Busco mentre sorreggeva l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, che ha accusato anche un piccolo malore.

"Siamo molto soddisfatti perché finalmente èstata fatta giustizia ed è stato riconosciuto che è una persona estranea ai fatti", ha detto, dal canto suo, uno dei difensori di Busco, l’avvocato Franco Coppi. "Se la Corte ha disposto una nuova perizia è perché ha ritenuto insufficienti - ha aggiunto - le prove acquisite in primo grado. Non e’ compito della difesa dire chi e’ l’assassino che vigliaccamente si nasconde".

Soddisfazione è stata espressa anche dall’altro legale di Busco, Paolo Loria che ha commentato "è una sentenza che ci dà fiducia e che dimostra che il processo di secondo grado è necessario, perché i giudici di primo grado possono anche sbagliare". 

IL PG - Più laconico il commento del procuratore generale Alberto Cozzella: "E’ una sentenza emessa dall’unico organo deputato ad emettere una pronuncia in appello. Va rispettata e rispettata". "All’esito del deposito delle motivazioni - ha aggiunto Cozzella - decideremo il da farsi. Non è escluso, anzi assolutamente probabile, che ricorreremo in Cassazione".


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