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IN ITALIA si trova sempre qualcuno pronto a versare benzina sul fuoco. Accadde ai tempi delle Brigate Rosse. Ricordate i buonisti pronti a giustificare i «compagni che sbagliavano?»... di Lorenzo Bianchi
IN ITALIA si trova sempre qualcuno pronto a versare benzina sul fuoco. Accadde ai tempi delle Brigate Rosse. Ricordate i buonisti pronti a giustificare i «compagni che sbagliavano?». La storia si ripete ora con l’attentato all’ingegnere Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare colpito a una gamba il 7 maggio a Genova. Al passo con i tempi, la cassa di risonanza è la rete. Dieci ore dopo l’agguato Indymedia, nel suo sito piemontese, ospitava un documento dei sedicenti «Gap» che se la prendevano con «membri della borghesia che costringono le masse popolari a un’esistenza di stenti e di patimenti». Gli investigatori non la considerano un’autentica «rivendicazione», ma un semplice commento. Qualcosa di più articolato della gelida nota lasciata su Indymedia Svizzera dal «compagno Tokarev»: «Ansaldo è da tempo il braccio nucleare di Finmeccanica,
SONO SPIE del brodo di coltura della violenza. Frasi che resuscitano brividi antichi. Esattamente come quelle di una militante No Tav che nella sala polivalente di Bussoleno rievocava la figura della partigiana Ada Gobetti e aggiungeva, magnanima: «Al momento non prendiamo il mitra, ma subiamo la stessa occupazione di quei tempi». Il treno ad alta velocità è diventato il simbolo adottato da frange di un’opposizione sociale che periodicamente in Italia butta alle ortiche il valore della non violenza. Negli altri Paesi dell’Europa non accade. In questo alveo rovente tipicamente nostrano, di nuovo, può succedere di tutto. Per questo motivo il ministro dell’interno Annamaria Cancellieri non è ancora in grado di sposare una pista precisa. Nel suo intervento alla Camera ne ha elencate addirittura tre. Quella vetero (o neo) brigatista, quella anarco insurrezionalista e antinucleare e quella «commerciale». La Ansaldo Nucleare, ha spiegato, «ha sviluppato la su*a attività nell’est europeo, in particolare in Romania, in Ucraina e in Russia». Sul web però inneggia all’azione genovese una ben nota area di «puri e duri» contestatori del «capitalismo». Speriamo di non dover contare di nuovo i cadaveri.