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Nell'operazione di Taranto sequestro preventivo di immobili per 4,5 milioni di euro a un imprenditore, nel caso di Bergamo un gruppo per non pagare le tasse aveva creato fatture false utilizzando finti documenti di società reali
Roma, 12 maggio 2012 - Continuano in tutt'Italia le operazioni delle Fiamme Gialle contro l'evasione fiscale (guarda il multimedia). Oggi si registra il sequestro preventivo di oltre 4,5 milioni di euro a un imprenditore di Taranto e una maxi-inchiesta a Bergamo per una frode fiscale da due milioni e mezzo.
IL BLITZ DI TARANTO - La Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente immobili per oltre 4,5 milioni di euro posizionati nel centro cittadino di Taranto, tutti di un imprenditore del capoluogo ionico. Motivo del sequestro, la precedente verifica fiscale che aveva accertato, per il periodo dal 2009 al 2011, omessi versamenti di Iva e ritenute per un importo pari al valore degli immobili sequestrati.
Nei confronti del rappresentante legale della società è stato contestato l’omesso versamento di ritenute certificate, l’omesso versamento di Iva e l’indebita compensazione. Per questi reati la norma consente l’applicazione del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente di beni e/o disponibilità per un valore pari al profitto del reato, nel caso di specie corrispondente all’imposta evasa dall’imprenditore.
MAXI-EVASIONE A BERGAMO - Per non pagare le tasse aveva creato fatture false utilizzando finti documenti di società reali, il tutto per un ammontare di 7,5 milioni di euro. Lo scopo era di diminuire i ricavi e versare all’Erario meno imposte.
Al centro dell’inchiesta della Gdf di Bergamo tre aziende del ramo arredamento per uffici e altri servizi a supporto dell’attività d’impresa, facenti capo allo stesso imprenditore. Invece di ricorrere all’uso di fatture per operazioni inesistenti emesse da societa’ “cartiere”, l’imprenditore ha utilizzato documenti fiscali recanti l’intestazione di ben 22 società realmente esistenti, risultate essere estranee alla vicenda.
I 7,5 milioni di euro di fatture fasulle hanno generato un’evasione di imposta (IRES) per 2,5 milioni con un’ Iva indebitamente detratta per 1,5 milioni. Il legale rappresentante delle 3 società e il liquidatore di una di esse sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria orobica per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture relative a operazioni inesistenti e per la distruzione e occultamento di parte dei documenti obbligatori.