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Un carabiniere ha rievocato il drammatico ritrovamento del cadavere della ragazza
Taranto, 19 giugno 2012 - Udienza choc a Taranto, nell'ambito del processo per il delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010. In aula sono state proiettate su uno schermo le foto del ritrovamento del cadavere in fondo al pozzo di contrada Mosca, dove Sarah fu abbandonata e sepolta.
Questa mattina, nell'ambito della diciottesima udienza del processo, la Corte d'Assise ha raccolto la testimonianza del luogotenente Adolfo Semeraro, in forza al nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto dei carabinieri che prese parte al recupero del corpo della vittima la notte del 7 ottobre 2010. In aula era presente anche Concetta Serrano, mamma della vittima che, dopo la prima proiezione delle foto, ha deciso di allontanarsi. Il luogotenente Semeraro ha spiegato che Michele Misseri portò gli investigatori sul luogo esatto del pozzo.
"C'era un pezzo di legno fra un terreno e una piantagione. Si procedette alla rimozione del terriccio e degli arbusti e poi si scavò a mani nude. Il pozzo era ricoperto dalle pietre. Quando capimmo di aver scorto il cadavere della ragazzina calammo nella bocca del pozzo una telecamera per fare delle misurazioni". Il teste ha poi precisato che nel pozzo furono trovati anche un laccio e una collana di cuoio con un ciondolo di scoiattolo.
L'udienza è stata aggiornata al prossimo 3 luglio. In aula è prevista, tra le altre, la testimonianza di Valentina Misseri, sorella di Sabrina. Quest'ultima è imputata con la madre Cosima Serrano di omicidio volontario.
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