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La 500L è stata presentata ieri a Torino e oggi parte la produzione: è una monovolume compatta che farà anche il caffè grazie a una collaborazione con la Lavazza di Viviana Ponchia
di Viviana Ponchia
Torino, 4 luglio 2012 - In questo momento la bambina è in cantiere in uno stabilimento di Kraguyevac, Serbia. Sarebbe meglio Mirafiori, ma il mondo va così. La produzione della 500L (600 vetture al giorno) scatta in un 4 luglio non casuale. Stessa data del lontano 1957 di Valletta, quando nacque ufficialmente il piccolo fenomeno dell’Italia scesa dalla Lambretta. Stessa data di cinque anni fa con il lancio fantasmagorico sul Po della sorellina del nuovo millennio. Per niente casuale anche la location della presentazione di ieri sera: le Officine Grandi Riparazioni, dove un tempo si aggiustavano i treni e oggi si va a prendere l’aperitivo. Ci hanno fatto la mostra sull’Unità d’Italia, si sono agganciati Fazio e Saviano.
Molti effetti speciali, nessuna festa vera perché la bambina avrebbero dovuto fabbricarla a Torino se governo di Belgrado e Bce non si fossero messi in mezzo con generosi finanziamenti pubblici. Il 4 luglio sul Po nel 2007 veniva dopo i trionfi delle Olimpiadi invernali. La città cominciava a fidarsi dell’uomo con il maglioncino. Oggi pesano troppe incognite, compreso il timore di un baricentro americano. Non è una notte magica, ma almeno è Torino.
E Sergio Marchionne c’è, seduto in terza fila in maniche di camicia, tutto sudato. Nel buio del capannone l’unica sigaretta che brilla è la sua mentre il responsabile del brand Fiat Olivier Francois prova a raccontare le meraviglie dell’auto che in Italia sarà commercializzata dalla metà di settembre a un prezzo base di 15.550 euro. Grande, spaziosa, tecnicamente una monovolume compatta che però non vuole scimmiottare archetipi di base, nemmeno la Panda di cui qualcuno sospetta la discendenza. Più di 140 accessori, 333 combinazioni di colori, 22 vani portaoggetti, ecologica, capace di fare posto a 5 giocatori di basket con valigie e di frenare da sola. Ci manca solo che faccia il caffè, infatti fa anche quello grazie alla collaborazione con Lavazza che ha studiato un congegno a cialde e miniset di cucchiaini. Il filo rosso della presentazione è abbattere muri, in senso non solo metaforico.
E mentre la 500 L si muove nello spazio immenso delle Ogr e sfonda pareti di cartone, cambia gli scenari, Marchionne dice senza giri di parole che "se le attuali capacità di assorbimento in Europa resteranno uguali nei prossimi 24-36 mesi, c’e uno stabilimento di troppo in Italia". La contingenza, già: "Continueremo a confermare gli investimenti in Italia a seconda dell’andamento del mercato, che non è mai stato così basso. Se avremo qualche cosa da dire su Mirafiori la diremo, per ora continuiamo a confermare". Poco da dire anche sull’aumento della quota di Fiat in Chrysler: ieri il Lingotto ha comunicato che eserciterà la sua opzione di acquisto del 3,3% della casa di Detroit dal fondo Veba, amministrato dal sindacato dei metalmeccanici Uaw, per salire al 61,8% del capitale. Il 100% si realizzerà "al momento giusto, quando si creeranno le condizioni». Certo, aggiunge Marchionne «il 2016 è un po’ tardi".
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