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Pussy Riot: "Uno sbaglio,
ma siamo innocenti"
Madonna: "Liberatele"

Russia: la band alla sbarra
per la preghiera anti-Putin

Al processo l'accusa chiede per le musiciste una condanna a 3 anni. Si allunga l'elenco delle star internazionali che chiedono clemenza

Le tre componenti della band punk femminista Pussy Riot in aula durante il processo a Mosca (Afp)
Le tre componenti della band punk femminista Pussy Riot in aula durante il processo a Mosca (Afp)

Mosca, 7 agosto 2012 - Tra polemiche e appelli internazionali si è chiuso il settimo giorno del processo che sta dividendo la Russia: quello alla band punk femminista Pussy Riot, di cui tre membri sono state accusate di "teppismo" e "incitamento all’odio religioso" e rischiano tre anni di carcere come chiesto oggi dall’accusa per aver inscenato, a febbraio, una "preghiera punk" nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca in cui chiedevano alla Vergine di liberare il Paese da Vladimir Putin, che da lì’ a poche settimane e’ tornato presidente della Russia.

L'APPELLO DI MADONNA - Al lungo elenco di vip internazionali che chiedono clemenza per la band si è aggiunta anche Madonna. ''Spero che il giudice sarà clemente e che saranno presto liberate'', ha detto la regina delle hita parlando ai giornalisti in occasione della prima delle due tappe russe della sua tournée. Durante il concerto allo stadio Olimpisky di Mosca ha quindi lanciato un appello: "Hanno il diritto di essere rilasciate. Prego per la vostra libertà", ha detto la cantante prima di esibirsi in una originalissima versione della sua hit storica 'Like a Virgin' a loro dedicata. Indossando soltanto un reggiseno, Madonna ha cantato con le spalle voltate al pubblico, che sulla sua schiena nuda poteva leggere la scritta in nero ‘Pussy Riot’. In testa un panno scuro, secondo l’agenzia Interfax, un passamontagna a imitazione di quelli indossati dalla band secondo i Tweet di molti presenti.

LA RICHIESTA DI CONDANNA - Il procuratore ha chiesto per Nadezhda Tolokonnikova (22 anni), Maria Aliokhina (24) e Ekaterina Samukevitch (29) tre anni di detenzione ciascuna. In custodia preventiva da cinque mesi, le tre giovani, mamme di figli piccoli, rischiavano fino a sette anni, ma pare che l’appello da Londra di Putin, che il 2 agosto aveva invocato una pena "non troppo severa", abbia ‘addolcito’ l’accusa.

"ABBIAMO SBALGIATO, MA SIAMO INNOCENTI" - Le Pussy Riot - giudicate da Amnesty International "prigioniere di coscienza" - si sono scusate del gesto, ma hanno ribadito la loro innocenza, sostenendo che la loro era solo un’"azione politica", con la quale non si voleva insultare la religione. Commentatori ortodossi sui media russi hanno fatto notare che le tre imputate "non potevano non conoscere il significato altamente simbolico della cattedrale", emblema della rinascita religiosa in Russia dopo 70 anni di ateismo di Stato e "monumento ai morti per la fede sotto l’Unione sovietica".

Proprio il Patriarca di Mosca, appena scoppiato il caso lo scorso inverno, aveva chiesto una pena esemplare per le giovani senza mostrare segni di clemenza, come da allora invocano anche numerosi fedeli. E dall’aula del blindato tribunale Khamovniki a Mosca, dove si sta svolgendo il processo, le tre imputate hanno puntato il dito proprio contro il capo della Chiesa russo-ortodossa. “Non siamo noi ad aver trasformato Cristo Salvatore in una tribuna politica - ha denunciato Ekaterina Samukevitch - ma il patriarca Kirill, che prima delle elezioni ha cercato spesso di convincere i fedeli a votare Putin”.

"DIRITTI VIOLATI" - Il legale della difesa, Nikolai Polozov, ha detto che ogni verdetto della corte, tranne quello di non colpevolezza, sarà ritenuto illegale. Un’altro avvocato delle ragazze, Violetta Volkova, ha annunciato che fara’ ricorso alla Corte europea dei diritti umani per la violazione dei diritti delle detenute durante il processo. Le tre Pussy Riot hanno denunciato nei giorni scorsi di essere state private del sonno, di non aver ricevuto cibo e di non aver potuto incontrare privatamente i loro avvocati. Il giudice Marina Syrova, di cui la band punk ha chiesto ieri la sostituzione, accusandola di essere politicamente di parte, ha anche rifiutato diversi testimoni portati dalla difesa, tra cui il blogger anti-Putin Alexei Navalny.

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