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E’ morto Carlo Rambaldi. E' stato tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali di King Kong, Alien e Et, l'extraterrestre. Aveva 86 anni
Roma, 10 agosto 2012 - E’ morto Carlo Rambaldi, il padre di E.T. E' stato tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali di King Kong, Alien e appunto Et, l'extraterrestre. Rambaldi, che aveva 86 anni ed era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara), è morto a Lamezia Terme (Catanzaro), dove viveva. Lo ha reso noto Mario Caligiuri, assessore alla cultura della Regione Calabria.
Lo stesso Caligiuri ha ricordato la figura del grande Rambaldi: “Con Carlo Rambaldi scompare uno dei geni internazionali del cinema, un mago degli effetti speciali per tre volte premio Oscar, un esempio indiscusso della creatività italiana”.
Rambaldi era profondamente legato alla Calabria, poichè la moglie Bruna ha origini crotonesi e la figlia Daniela vive anch’essa a Lamezia Terme. A conferma del legame con la nostra terra, il Comune di Altomonte, che più volte ha ospitato sue personali di pittura, nel 2008 gli aveva conferito la cittadinanza onoraria, consegnandogli le chiavi della città.
LA SCHEDA - Carlo Rambaldi si è spento il 10 agosto 2012 all’età di 86 anni a Lamezia Terme (Catanzaro). L’artista, nato a Vigarano Mainarda (Ferrara) il 15 settembre 1925, si era contraddistinto per aver vinto tre volte il “Premio Oscar per i migliori effetti speciali” nei film “King Kong”, “Alien” ed “E.T.”.
Dopo il diploma di geometra, si era laureato all’Accademia di belle arti di Bologna. Pittore e scultore, inizia poi a frequentare l’ambiente cinematografico italiano, lavorando per Giacomo Gentilomo, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento. In seguito si accosta anche alle produzioni hollywoodiane e in questo contesto coltiva il suo interesse e le sue capacità nella meccatronica (l’unione di meccanica ed elettronica).
Il primo Oscar arriva nel 1976 per la realizzazione di un robot raffigurante un enorme gorilla alto ben 12 metri e il grande braccio meccanico che afferrerà Jessica Lange nel film “King Kong”. Nel 1979 arriva il secondo prestigioso riconoscimento per la creazione dell’inquietante creatura del film “Alien” di Ridley Scott e nel 1982 ottiene di nuovo l’Oscar, dando vita al piccolo extraterrestre E.T., l’alieno di Steven Spielberg che raggiungerà apici di fama mai visti prima.
“Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa”: questa era l’opinione di Rambaldi sulle nuove tecnologie, sulle moderne tecniche per elaborare effetti speciali. Pensiero naturale per chi come lui era una figura sospesa a metà fra artista e artigiano. Nella sua lunga carriera non mancano le parole su E.T., la sua creatura più famosa e immortale: “E’ ovvio che gli occhi di E.T. ricordino quelli di un felino, per i primi bozzetti mi sono ispirato al muso del gatto himalayano visto frontalmente, stesse linee espressive” aveva dichiarato Rambaldi.
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