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Roma, tecnico informatico
filmava le donne
nei camerini: arrestato

Colto mentre spiava e riprendeva una 15enne: sarà accusato anche di pornografia minorile

Un romano di 47 anni è stato arrestato perché filmava le donne mentre si cambiavano nei camerini. Ingente il materiale video trovato a casa del soggetto, usava anche nica cosiddetta “upskirt”, riprendendo da sotto le gonne delle donne. I video sono stati pubblicati probabilmente siul web

Una spy cam (Ansa)
Una spy cam (Ansa)

Roma, 12 settembre 2012 - Filmava di nascosto le donne impegnate a provare lingerie nei camerini e salvava i video sulla memoria del suo cellulare per poi, probabilmente, pubblicarli sul web.

Un romano di 47 anni, tecnico informatico, ha pagato con l’arresto il suo “vizietto” di guardone: i carabinieri della Stazione Roma Tor Vergata, chiamati dai vigilantes di un centro commerciale della zona insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, lo hanno sorpreso mentre riprendeva una 15enne a cambiarsi l’intimo. E l’età della sua ultima vittima, oltre al reato di interferenze illecite nella vita privata, gli è costato un’accusa di pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico.

Lo stratagemma adottato dal cyber-guardone era semplice quanto efficace. Gironzolava davanti ai camerini del grande magazzino in attesa della “preda” di turno e quando la malcapitata entrava per provare degli indumenti intimi lui la riprendeva con il proprio smartphone attraverso un foro presente nella parete di legno di un camerino adiacente.

Nella memoria del suo cellulare, così come in diversi hard disk trovati a casa, l’uomo aveva una vera e propria collezione di video di donne giovani e meno giovani riprese in vari centri commerciali, supermercati e su scale mobili della capitale, dal 2009 a oggi. Oltre al classico foro nel camerino, il maniaco usava la tecnica cosiddetta “upskirt”, riprendendo da sotto le gonne delle donne che camminano tra i vari reparti o si abbassano a scegliere i prodotti tra gli scaffali.

Il materiale informatico contenente centinaia di file con video e immagini, una microtelecamera e il cellulare sono stati sequestrati mentre il tecnico informatico è finito a Regina Coeli. Le indagini dei carabinieri proseguono: dovranno essere analizzati a fondo gli hard disk per verificare se includono altri file dal contenuto pedopornografico.

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