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La Cassazione conferma:
14 mesi a Sallusti
Il direttore: "Vado in carcere"
Ma la pena è sospesa

Il commento del direttore
Giovanni Morandi

La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale per diffamazione ad Alessandro Sallusti. Per Andrea Monticone, imputato assieme al direttore del 'Giornale', ci sarà un nuovo processo

Alessandro Sallusti (Prisma)
Alessandro Sallusti (Prisma)

Roma, 26 settembre 2012 - La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale per diffamazione ad Alessandro Sallusti, il direttore de ‘Il Giornale’. A questo punto Sallusti, a meno che non decida di chiedere una misura alternativa alla pena come i servizi sociali, andrà in carcere. Lo ha deciso la quinta sezione penale, presieduta da Aldo Grassi dopo una brevissima camera di consiglio di circa due ore e mezzo nella quale ha respinto completamente il ricorso presentato dalla difesa di Sallusti. Negate anche le attenuanti generiche come richiesto dal Pg Gioacchino Izzo che avrebbero potuto evitare il rischio carcere al direttore de ‘Il Giornale’. Senza l'affidamento in prova ai servizi sociali, dunque, il direttore del Giornale dovrà andare in carcere

La V Sezione Penale ha inoltre condannato Sallusti alla rifusione delle spese processuali, a risarcire la parte civile e a pagare 4.500 euro di spese per il giudizio innanzi alla Suprema Corte. E’ stato così confermato il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 17 giugno 2011. Ci sarà, invece, un nuovo processo per il cronista Andrea Monticone imputato insieme con Sallusti.

L'esecuzione della pena però, come ha spiegato il procuratore della Repubblica di Milano Bruti Liberati, verrà ‘automaticamente' sospesa per 30 giorni per consentire all'imputato di chiedere misura alternative al carcere, in quanto il direttore del Giornale risulta non avere cumuli di pena nè recidive. Sallusti potrà optare  per una misura alternativa: l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare o la semilibertà. I tempi di fissazione dell’eventuale udienza davanti ai giudici di Sorveglianza potrebbero essere ‘lunghi’, in quanto per le persone non detenute le prime date utili, da quanto si è saputo, sono tra luglio e settembre 2013. Il direttore del Giornale, pero’, ha già preannunciato che non chiedera’ misure alternative. Il procuratore ha precisato anche che, dopo la condanna definitiva in Cassazione per Sallusti, la competenza relativa all’esecuzione della pena spetta alla Procura della Repubblica e non alla Procura Generale poiché, rispetto al primo grado, è stata apportata una modifica solo sull’entità della pena.

SALLUSTI: "VADO IN CARCERE" - Alessandro Sallusti presenterà le proprie dimissioni all’editore del ‘Giornale’. Lo ha comunicato lo stesso direttore ai suoi collaboratori. Sempre ai colleghi il direttore del ‘Giornale’ ha comunicato che è intenzionato ad andare in carcere. Ritiene una “sentenza politica” il verdetto pronunciato dalla Cassazione. La sentenza sara’ esecutiva tra trenta giorni

Sallusti è poi intervenuto a Pomeriggio 5, programma Mediaset: "Domani farò il titolo più semplice della mia vita: ‘Sallusti va in galera’". Mi rifiuto di essere rieducato da qualcuno, credo che l’affidamento deve avvenire per qualcuno che spaccia droga magari anche per qualche politico che ruba’’. Sallusti ha così spiegato di non avere intenzione di chiedere l’affidamento ai servizi sociali.

"Non ho alcuna paura e mi rifiuto di chiedere la grazia al presidente Napolitano perché credo che, in quanto capo della magistratura italiana in questi 7 anni, non abbia difeso i cittadini a sufficienza dall’invadenza e da una giustizia veramente politicizzata”.

La notizia della condanna confermata per Sallusti ha scatenato tantissime reazioni, sia nel mondo della politica, sia nel mondo del giornalismo. Il ministro Severino no ha dubbi: "La norma sulla diffamazione va cambiata". Feltri invece se la prende con i politici: "In 10 anni non è stata cambiata. E' colpa di Berlusconi". (CARCERE SALLUSTI - LE REAZIONI)

CASSAZIONE: LA NOTIZIA ERA FALSA - La notizia pubblicata dal quotidiano ‘Libero’ nel febbraio del 2007, per la quale Alessandro Sallusti è stato oggi condannato in via definitiva per diffamazione, era “falsa”. A sottolinearlo è proprio la Suprema Corte in una nota diramata dopo la lettura del dispositivo su Sallusti.

In attesa del deposito delle motivazioni, che avverrà nelle prossime settimane, piazza Cavour ritiene “opportuno precisare aspetti della questione” sulla base di quanto emerso dalle sentenze di merito. La giovane di cui si parlava nell’articolo “non era stata affatto costretta ad abortire - scrive la Cassazione - risalendo ciò ad una sua autonoma decisione, e l’intervento del giudice si era reso necessario solo perché, presente il consenso della mamma, mancava il consenso del padre della ragazza, la quale non aveva buoni rapporti con il genitore e non aveva inteso comunicare a quest’ultimo la decisione presa”. Inoltre, la “non corrispondenza al vero” della notizia, che era stata pubblicata il giorno prima dal quotidiano ‘La Stampa’, continua la Corte, “era già stata accertata e dichiarata lo stesso giorno 17 febbraio 2007 (il giorno prima della pubblicazione degli articoli incriminati sul quotidiano ‘Libero’ da quattro dispacci dell’agenzia Ansa e da quanto trasmesso dal tg regionale e dal radio giornale, tant’e’ che il 18 febbraio 2007, tutti i principali quotidiani tranne ‘Libero’ ricostruivano la vicenda nei suoi esatti termini)”.

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