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Gli auguri di Papa Francesco
"Buona Pasqua a chi soffre"

San Pietro gremita: 250mila fedeli per l''Urbi et Orbi'. Il richiamo ai conflitti: "Pace tra le due Coree"

I primi auguri di Pasqua di Papa Francesco: "Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto!". Prima su Twitter: "Accetta Gesù risorto nella tua vita" di Paolo Rosato

Papa Francesco celebra la messa di Pasqua a San Pietro (Ansa)
La prima Pasqua di Papa Francesco

CdV, 31 marzo 2013 - “Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo e’ risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c’e’ piu’ sofferenza, negli ospedali, nelle carceri”. Tornato sulla Loggia delle Benedizioni dove il 13 marzo scorso si presentò per la prima volta come il nuovo vescovo di Roma chiamato “quasi dalla fine del mondo”, e come quel giorno indossando solo l’abito bianco, Papa Francesco inizia con queste parole di solidarieta’ verso i sofferenti il suo primo messaggio pasquale (FOTO). “Soprattutto - dice - vorrei che giungesse a tutti i cuori, perché è lì che Dio vuole seminare questa Buona Notizia: Gesu’ e’ risorto, c’e’ speranza per te, non sei piu’ sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia!”. 

LA BENEDIZIONE 'URBI ET ORBI' - La Risurrezione “ci ha aperto ad un futuro di speranza. Sempre vince la Misericordia di Dio”. “La Pasqua - infatti - è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitu’ del peccato, del male alla liberta’ dell’amore, del bene. Perche’ Dio e’ vita, solo vita, e la sua gloria e’ l’uomo vivente”. Papa Francesco lo ricorda con le parole di Sant’Ireneo nel messaggio che ha preceduto la sua prima benedizione Urbi et Orbi (VIDEO). “Cari fratelli e sorelle - scandisce inoltre - Cristo e’ morto e risorto una volta per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitu’ del male alla liberta’ del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno”.

“Anche noi, come le donne discepole di Gesù, che andarono al sepolcro e lo trovarono vuoto, possiamo domandarci - sono ancora le parole del nuovo Pontefice - che senso abbia questo avvenimento”. “Che cosa significa che Gesu’ e’ risorto?”, si chiede Francesco. “Significa - spiega alla folla di 250 mila fedeli che lo ascolta e ai milioni che seguono dalle tv grazie alla mondovisione - che l’amore di Dio e’ piu’ forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio puo’ trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore”. Secondo il nuovo Papa, “questo stesso amore per cui il Figlio di Dio si e’ fatto uomo ed e’ andato fino in fondo nella via dell’umilta’ e del dono di se’, fino agli inferi, all’abisso della separazione da Dio, questo stesso amore misericordioso ha inondato di luce il corpo morto di Gesu’ e lo ha trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna”. “Gesu’ - infatti - non e’ tornato alla vita di prima, alla vita terrena, ma e’ entrato nella vita gloriosa di Dio e ci e’ entrato con la nostra umanita’”.

“Quanti deserti, anche oggi, l’essere umano deve attraversare!”. “Soprattutto - spiega - il deserto che c’e’ dentro di lui, quando manca l’amore per Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto cio’ che il Creatore ci ha donato e ci dona”. “Ma - assicura il Pontefice - la misericordia di Dio puo’ far fiorire anche la terra piu’ arida, puo’ ridare vita alle ossa inaridite”. “Allora - scandisce - ecco l’invito che rivolgo a tutti: accogliamo la grazia della Risurrezione di Cristo!”. “Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio, lasciamoci amare da Gesu’, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace. Domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare - scandisce il nuovo Pontefice - l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace”. “Sì - esclama - Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero”.

STOP ALLE GUERRE - “Pace per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinche’ riprendano con coraggio e disponibilita’ i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo”. “Pace in Iraq, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione”.  “Quanto sangue - afferma il nuovo Pontefice - e’ stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte - si chiede - prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?”. “Pace per l’Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti. “In Mali - elenca - affinchè ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici. Pace nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura. Pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione”.

TWITTER - “Accetta Gesù Risorto nella tua vita. Anche se sei stato lontano, fa’ un piccolo passo verso di Lui: ti sta aspettando a braccia aperte”. E’ quanto scrive Papa Francesco su Twitter, poco prima di celebrare la sua prima messa di Pasqua a San Pietro.

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