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La stazione è ancora
un cantiere. Bella,
ma funziona a metà

Reggio Emilia, è stata progettata da Calatrava. Costi raddoppiati

di SABRINA PIGNEDOLI

Segnalazioni: sottoinchiesta@quotidiano.net

Sotto inchiesta Qn
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REGGIO EMILIA, 10 OTTOBRE 2013 - COSTO: 79 milioni di euro, circa il doppio di quanto preventivato se non fosse stata progettata da Calatrava. Un’opera dispendiosa, ma la stazione Mediopadana di Reggio Emilia, è bella, non c’è che dire. Anzi, sarebbe bella. Il condizionale è d’obbligo in questo caso, visto che, al momento, è ancora un cantiere. L’inaugurazione è stata rinviata più volte e si era anche palesata la possibilità che alla Mediopadana i treni non fermassero. Invece, finalmente, l’8 giugno di quest’anno c’è stato il taglio del nastro. E da subito si sono registrati moltissimi viaggiatori, perché il servizio è comodo: a Roma in 2 ore e 20’, a Milano in soli 39 minuti. Si tratta di una grande opportunità per Reggio Emilia, ma non deve rimanere una cattedrale nel deserto. (FOTO)


AL MOMENTO chi decide di usufruire del servizio, entra in un cantiere. Il profilo bianco frastagliato della Mediopadana che crea un affascinante motivo ondulatorio, è coperto da transenne metalliche e di plastica arancione. Ruspe, blocchi di cemento, materiale edile sono ciò che si vede arrivando nel primo parcheggio, quello nuovo, aperto nei giorni scorsi. Perché quando l’opera è stata inaugurata, seppur in ritardo, i posti auto erano solo poche decine. Dopo diverse sollecitazioni, è stato resto fruibile anche un posteggio da oltre 200 posti. Ma per i restanti posti auto e i collegamenti ferroviari con i treni locali, sarà necessario attendere ancora. Ieri sera in una commissione consiliare hanno detto fino a dicembre. Per il momento il mezzo pubblico che arriva alla Mediopadana è un autobus che, al momento, non è particolarmente utilizzato. Il tragitto che dal nuovo parcheggio arriva all’ingresso della stazione, poi, è ancora precario. Il giro più breve comporta di passare in mezzo al cantiere (delimitato con reti) e, quando piove, è difficile non infangarsi. A oscurare il fascino dell’opera, così come era stata pensata dal famoso architetto spagnolo, è poi lo spazio verde esattamente davanti all’ingresso. Del bel pratino che tutti si aspettano non c’è traccia: con la pioggia assomiglia di più a una risaia. L’ingresso della stazione è imponente e offre ai passeggeri la sensazione di trovarsi all’interno di un’opera architettonica di alto design. Ma una volta all’interno o sui binari la sensazione è quella di vuoto. C’è solo la biglietteria. Non c’è un bar: al suo posto ci sono due macchinette automatiche. Ci sono ampi spazi che dovrebbero essere destinati ad attività commerciali che sono totalmente deserti. (FOTO)


IL COMUNE di Reggio Emilia sta preparando i bandi di gara per verificare l’interesse di privati per questi spazi, quindi si spera possa trattarsi solo di una condizione provvisoria. Come i lavori all’interno. Sui marciapiedi lungo i binari, infatti, ci sono ancora mezzi d’opera, sacchi di cemento e operai che stanno completando la struttura. Anche se i treni passano regolarmente.
Lo stato dell’arte è delineato anche dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Matteo Olivieri. «Ho svolto un sopralluogo in tutta l’area alcune settimane fa, e non ho riscontrato un solo centimetro quadrato di verde che si possa definire tale. Nessun albero, nessun prato, nessuna aiuola. — spiega —. Chi lavora alla stazione mi ha riferito di seri problemi coi topi, che trovano un ambiente favorevole, in quanto quasi completamente abbandonato. E pochi sanno che all’interno della stazione c’è una galleria commerciale, lunga 200 metri, completamente vuota».

di Sabrina Pignedoli

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