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Papa Francesco: "Anche io
ho avuto dubbi e insicurezze nel cammino della fede"

Bagno di folla in piazza San Pietro per l'udienza generale. Bambino sale sulla jeep. Appello per l'Iraq: "Pace, stabilità e riconciliazione"

Un bambino sale sulla jeep durante l'udienza generale di Papa Francesco (Ansa)
Un bambino sale sulla jeep durante l'udienza generale di Papa Francesco (Ansa)

CdV, 30 ottobre 2013 - Grande entusiasmo questa mattina tra i fedeli (circa 80 mila) per l’Udienza Generale di Papa Francesco, che ha compiuto un lungo giro in jeep scoperta tra i settori gremiti di piazza San Pietro. Molte le soste per baciare i bambini piccoli, che il comandante Domenico Giani e gli altri uomini della sicurezza vaticana gli hanno avvicinato. Mentre la vettura era ferma, poi, un bambino di 4 o 5 anni ha potuto montare sul pianale accanto a Francesco che gli ha parlato per qualche istante a bassa voce. Anche oggi un gruppo di fedeli argentini ha portato una borraccia con il “mate” e il Papa lo ha bevuto con la cannuccia.


“Tutti abbiamo sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi: tutti e anche io”. Con queste parole Papa Francesco ha commentato il brano del Credo che riguarda la vita eterna e la comunione dei santi. “L’insicurezza - ha spiegato - è parte del cammino della fede, tutto ciò non deve stupirci: tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti, non bisogna spaventarsi”. A tranquillizzarci, secondo il Pontefice, deve essere la verità della fede per la quale “l’amore di Dio brucia anche i nostri peccati”.

Il Papa ha sottolineato, in particolare, il fatto che quando si parla di “comunione di santi” si intende, tra l’altro, la “comunione tra le persone sante”: “il termine ‘santi’ si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a lui nella Chiesa mediante il battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche ‘i santi’”.


Bergoglio ha detto che se i fedeli sono inseriti nella “fornace ardente di amore che è la Trinità”, allora possono “possiamo diventare veramente un cuore solo e un'anima sola tra di noi, perché l'amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne”. In secondo luogo, “l`esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio”. Per questo, “la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell'avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l`ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l`aiuto spirituale di quanti condividono con noi l`esperienza cristiana”.


La comunione dei santi, infine, “va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre” e, ha detto il Papa, “tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime nel purgatorio e tutti i beatie che sono già in Paradiso formano una sola grande famiglia”.

APPELLO PER L'IRAQ - “Vi invito - ha detto il Papa in un ‘appello’ al termine della udienza generale - a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell’unità e della stabilità”.

Il Papa ha informato le persone presenti alla udienza generale che subito dopo il tradizionale appuntamento pubblico del mercoledì incontrerà una “delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che - ha detto - costituiscono la ricchezza del Paese”. Papa Francesco ha quindi formulato il suo “appello” per la pacificazione e la stabilità dell’Iraq.


 

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