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Da Angoulême, capitale mondiale del fumetto, a Parigi e Berlino: l'esposizione che chiude una fase del fumettista americano
Angoulême, 06 febbraio 2012 - "NE HO ABBASTANZA di essere considerato come l’uomo di un solo libro. Ho passato gli ultimi anni a tentare di fuggire dal successo di 'Maus'". Art Spiegelman, 64enne nato in Svezia, ma cresciuto a New York, vuole voltare pagina e per farlo sceglie una grande mostra che raccoglie tutti i suoi lavori e dimostra come, davvero, non sia “l’uomo di un solo libro” (Tommaso d’Aquino direbbe: «Timeo hominem unius libri»), ma un autore completo e versatile che ha cambiato il linguaggio dei fumetti. Grande protagonista e presidente dell’ultima edizione del Festival internazionale del fumetto di Angoulême (deliziosa citttadina della Charente, nel Sud-Ovest francese) Spiegelman ha presentato l’insieme della sua opera in un’esposizione davvero unica al mondo che si sposterà a Parigi dal 21 marzo al 21 aprile e poi andrà a Berlino. Dunque, una panoramica che spazia dall’underground (sotto l’influenza di Robert Crumb) alle copertine del New Yorker, a una vasta produzione fumettistica. Il tutto, accanto a un suo personale “percorso” nella storia del fumetto, con opere selezionate da lui, e che resterà al Musée de la bande dessinée di Angoulême fino al 6 maggio.
INSOMMA, non solo 'Maus', ma certamente il nome di Spiegelman resterà sempre legato a questa graphic novel autobiografica che per prima volta porta la tragedia della Shoah nei comics.
I tanti topi e topolini, e poi gatti, rane e maiali non sono animaletti che fanno ridere. Niente a che fare con Mickey Mouse o i topini di Cenerentola, o il simpatico Ratatouille, oppure l’eterna lotta tra Tom e Jerry. Qui con i topi (nel ruolo degli ebrei) e i gatti (i nazisti) il fumetto è diventato un po’ più adulto facendo un passo importante verso quell’autonomia narrativa che non lo confina nell’ambito delle letture per bambini. Una storia autobiografica perché Art Spiegelman è a sua volta protagonista del fumetto nel quale raccoglie il racconto del padre Vladek, ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz. Per chiudere questa pagina e «ripartire da zero», Spiegelman ha realizzato “MetaMaus” (in Italia uscirà in primavera), che ricostruisce la nascita di “Maus”. "Ora voglio dedicarmi ad altri progetti".
La trentanovesima edizione del Festival è stata particolarmente brillante confermando Angoulême come capitale mondiale del fumetto. Spiegelman ha passato il testimone di presidente del Festival a Jean Claude Denis, autore francese che sarà il protagonista dell’edizione numero 40 nel gennaio 2013.
Roberto Davide Papini