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Numerosi cantieri in corso: prima dell’estate dovrebbe essere inaugurato il nuovo Dipartimento delle arti dell’Islam. Quindicimila pezzi che dormivano nelle riserve torneranno alla luce in spazi creati ad hoc per un totale di 4.600 metri quadri
Parigi, 07 febbraio 2012 - "DEVE essere scritto nei suoi geni: il Louvre non sta mai fermo», dice Henri Loyrette, l’uomo che da 10 anni pilota il museo più famoso del mondo. Seduto nel suo ufficio che si affaccia da una parte sulla Senna e dall’altra sulla Piramide di Pei, Loyrette contempla le cifre del successo: 8,8 milioni di visitatori nel 2011, il 5 per cento in più rispetto all’anno precedente. E nuovi successi - “grandeur oblige” - che si annunciano a breve: tempio della cultura e fabbrica turistica, il Louvre ingrandisce i suoi spazi, ne conquista altri, moltiplica gli eventi, si allarga verso Paesi sempre più lontani. Una crescita perenne cui si accompagnano, inevitabili, le polemiche: "E’ sempre così ogni volta che il museo fa un passo verso la modernità. Ricordo la levata di scudi quando venne eretta la struttura in vetro di Ieoh Ming Pei, vent’anni fa: sdegno e proteste per la “profanazione”. Oggi la Piramide che fece scandalo è diventata un atout", commenta Loyrette.
I CANTIERI in corso sono numerosi: prima dell’estate dovrebbe essere inaugurato il nuovo Dipartimento delle arti dell’Islam. Quindicimila pezzi che dormivano nelle riserve torneranno alla luce in spazi creati ad hoc, 4.600 metri quadri, alla cui realizzazione ha lavorato (chi ha detto che la Francia è un paese xenofobo?) l’architetto italiano Mario Bellini. In tandem con il francese Rudy Ricciotti, Bellini ha compiuto una prodezza tecnologica creando una maglia geometrica traforata, in acciaio e vetro, che resta sospesa in aria come un tappeto volante sulla Corte Visconti: "Abbiamo voluto una struttura leggera, come sostenuta dal vento, un velo elegante e poetico che filtra la luce e permette d’intravvedere le facciate settecentesche della Corte. E’ stato un lavoro difficile, stressante: la rete, composta da 2.350 triangoli di metallo dorato ed argentato, poggia su 8 esili pilastri. Ho avuto i sudori freddi un giorno, quando mi è sembrato che una facciata stesse scivolando nella Senna!".
SECONDO PROGETTO, che verrà ultimato il 4 dicembre, un “Louvre-bis” a Lens, nel nord-est della Francia: lo spazio espositivo, cui si accede da un immenso padiglione in vetro, sorge su una vecchia miniera chiusa mezzo secolo fa; anche in questo caso la trasparenza sarà il tema dominante. Terza impresa, destinata a veder la luce nel 2013, lo sbarco in Place de la Concorde: una “dependance” del museo sarà allestita nei locali dell’Hotel de la Marine, storico edificio fin qui occupato dallo stato maggiore della Marina; nelle nuove sale mobili antichi, ceramiche di Sèvres, edizioni d’arte e quadri. Superata questa tappa il Louvre assisterà al battesimo del suo “gemello” nell’isola di Saadiyat, di fronte ad Abu Dhabi: qui, nel cuore degli Emirati arabi, dovrebbe decollare alla fine dell’anno prossimo il “Louvre delle sabbie” disegnato da Jean Nouvel. Molte le polemiche sull’opportunità di trasferire le opere; altra furiosa battaglia in corso, quella per impedire che il Louvre organizzi in aprile una mostra itinerante in Giappone, e in particolare a Fukushima, la città colpita dal disastro nucleare.
Giovanni Serafini