Pochi giorni fa la notizia che la scrittrice era avviata a seguire le orme di Agatha Christies, adesso la smentita di un amico e collega. "È stato solo uno scherzo sfuggito di mano"
Londra, 27 agosto 2007 - Nel futuro della mamma di Harry Potter, una volta appesa la bacchetta al chiodo, non c'è un futuro da giallista. "È stato solo uno scherzo sfuggito di mano". Sono queste le prime parole rilasciate dallo scrittore scozzese Ian Rankin ai giornalisti del quotidiano The Guardian che lo hanno raggiunto nella sua Edimburgo dopo le dichiarazioni rilasciate dal giallista al festival del libro della sua città.
Rankin, riportando l'episodio di un incontro fortuito tra sua moglie Miranda e J.K. Rowling, l'autrice della popolare saga di Harry Potter, si era spinto ad affermare che nel futuro della collega e vicina di casa ad Edimburgo ci fosse una carriera da autrice di crime stories.
Ian Rankin, illustre collega della Rowling che deve la sua fama internazionale alla serie di polizieschi che hanno come protagonista l'ispettore scozzese John Rebus, ha voluto così gettare acqua sul fuoco dopo le tante congetture fiorite dopo le sue illazioni.
In un primo momento la portavoce della Rowling si era limitata a commentare la notizia con poche laconiche parole assicurando che nei piani della scrittrice non c'è ancora nulla di definitivo dopo la pubblicazione lo scorso 21 luglio del settimo ed ultimo volume delle avventure del maghetto occhialuto Harry Potter.
Anche l'agente letterario della Rowling, Christopher Little, che inizialmente non aveva lasciato dichiarazioni, ha smentito ora queste voci bollandole come infondate. "Dopo la pubblicazione di Harry Potter and the Deathly Hallows, J.K. Rowling si sta godendo il riposo più che meritato e non c'è niente di sicuro nel futuro della scrittrice", ha precisato Little.
I familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana (1969) e di Piazza della Loggia (1974)chiedono che venga ritirato il libro Storia della Lombardia a Fumetti: per "l'inaccettabile e incoprensibile errore storico che sembra associare i movimenti del Sessantotto ai due atti di terrorismo"