Roma, 16 Novembre 2007 - La voglia di raccontare e di raccontarsi per un dj e' normale che venga filtrata attraverso il linguaggio musicale. Ma Linus e Claudio Coccoluto, entrambi disc-jockey di culto, agli apici della loro carriera, di recente hanno voluto comunicare le loro esperienze attraverso il linguaggio della scrittura, con due diversi libri, usciti in questi giorni per caso quasi contemporaneamente.
Per Linus, non si tratta del primo libro, ma del primo romanzo. In ''Qualcuno con cui giocare'', la celebre voce e oggi direttore artistico di Radio Deejay, racconta di un bambino di nome Linu', di un paese dell'hinterland di Milano e di un'estate del 1969 trascorsa in citta', senza i soliti amici. Quando per giocare e scoprire il mondo bastavano un pallone o una cucciolata di gattini. L'inizio di un amore e di un'amicizia segneranno per il ragazzo l'inizio dell'adolescenza. Il romanzo di Linus (100 pagine) e' edito da Mondatori.
La musica, la moda e gli stili di vita sono i temi affrontati in ''Io, Dj'', nato dall'incontro e dai dialoghi tra Claudio Coccoluto, storico dj del Goa a Roma, noto a Ibiza come a New York, oggi anche produttore musicale, e di Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista. Pacoda esplora da tempo l'impatto sociale della discoteca sui giovani e stavolta lo fa attraverso il racconto di uno dei protagonisti della musica da discoteca.
Il protagonista, e non capita certo a tutti i dj, si e' trasformato in rock-star fin dai tempi della discoteca Cube e di Maradona, quando, durante una partita del Napoli contro l'Atalanta, la scritta sullo striscione degli ultra' partenopei ''Solo Coccoluto puo' salvarci'' fece il giro del mondo.
Alcuni capitoli sono dedicati all'esperienza di Coccoluto con la moda; uno in particolare, al legame con Renzo Rosso, patron di Diesel, prima azienda fashion che ha studiato il mondo della disco per utilizzarla nella comunicazione, arrivando addirittura ad inventare un personaggio femminile virtuale, Joanna, che cantava la musica Diesel inventata da Coccoluto.
I familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana (1969) e di Piazza della Loggia (1974)chiedono che venga ritirato il libro Storia della Lombardia a Fumetti: per "l'inaccettabile e incoprensibile errore storico che sembra associare i movimenti del Sessantotto ai due atti di terrorismo"