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Cultura e libri

LA RECENSIONE

“Al largo di strane convinzioni”, echi nel mare della vita

Ventidue racconti brevi che nascono dagli incontri casuali di ogni giorno. E  che la giovane scrittrice viareggina Elena Torre espone in una forma garbata e originale

                                                             di Riccardo Jannello

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Al largo di strane convinzioni Bologna, 1 dicembre 2007 - Scrivere racconti – della nascita, dell'infanzia, dell'adolescenza, dell'età adulta, della vecchiaia, della metafisica, dell'oblio – e costruire con loro un percorso che non è solo quello della vita umana, ma quello della nostra mente, degli incontri che fa, delle scelte che incombono, è un progetto che Elena Torre, giovane scrittrice viareggina, ha compiuto partendo dagli incontri casuali che si fanno ogni giorno in qualsiasi città italiana e confrontandoli con la propria curiosità, la propria indole, i propri desideri di andare incontro all'esistenza per trarre da ogni cosa un'esperienza che ci possa fare maturare. Bisogna porsi di fronte alle persone con spirito di comprensione, dice Elena, come gli altri devono fare con noi.

 


I ventidue racconti sono riuniti in un volume che sta suscitando interesse generale. “Al largo di strane convinzioni” (Sassoscritto editore, Firenze; 126 pagine, 13 euro) propone una serie di suggestioni che ogni lettore può trovare più penetranti in un episodio o nell'altro, ma si ha comunque l'impressione generale di una guida che possa districarci meglio quel marasma che è la vita.

 

Senza dimenticare mai le proprie origini, il chi siamo e dove andiamo: ed ecco quindi che il racconto “Mare”, nella sezione metafisica, ha in sé tutto il magma della nostra personalità cresciuta attraverso l'ambiente che ci ha visto muovere i primi passi. E poi il mare, così importante per Elena e la sua città, significa acqua e quindi il liquido nel quale veniamo al mondo – che si sia nati a Viareggio o sulle Alpi – e nel quale spesso finiamo la nostra esistenza terrena. Elena cuce, ma lascia un'aerea sospensione nella quale il lettore attento può entrare e fare le proprie considerazioni, dedurre e a sua volta ricucire.

 


Ma l'interesse di questo volume non è solo nei temi che tratta, ma anche nel come li tratta. Racconti brevi, privi di inutili fingimenti, scritti in una lingua garbata e solida, senza trucchi anche quando tratta i temi più scottanti – droga, anoressia, sesso – e senza debordare verso il provocatorio, l'esagerato, lo squallido, il volgare, anzi, rimanendo in una sontuosa spiritualità.

 

E in una forma che sorprende per la sua originalità e la ricerca di stilemi che siano riconducibili all'autrice, che ne facciano un archetipo di un percorso che di certo non si concluderà in questa esperienza, visto che la Torre ama la scrittura, ama percorrere sentieri popolari o meno sempre con il proprio passo sicuro, non incantatore, ma persuasore. Una lettura che deve essere attenta, senza essere mai noiosa, e che spinge la curiosità a fare propri passi autonomi.

 

Elena Torre Al largo di strane convinzioni

(Sassoscritto editore, Firenze; 126 pagine, 13 euro)

Riccardo Jannello

 

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