La Rizzoli ripubblica "Si può vivere così? Uno strano approccio all’esistenza cristiana" del fondatore di Comunione e Liberazione. I valori del cristianesimo spiegati in una sorta di confronto diretto tra il maestro e i suoi discepoli
Un trattato di spiritualità o un romanzo? Forse una straordinaria sintesi tale da definirlo un libro particolare, dall'impatto forte che rende semplice nell'argomentare la complessità della fede. Un modo di diffondere la parola di Cristo che è patrimonio di un "pastore" unico come don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione e autore di "Si può vivere così? Uno strano approccio all’esistenza cristiana", un libro la cui prima edizione uscì nel 1994 e che ora viene ristampato in un momento cruciale del dibattito su società e religione che vede in prima fila i cristiani con i loro valori.
E nel volume di don Giussani questi valori scandiscono anche i vari capitoli quasi come una forma di "ripasso" fondamentale anche per l'agire quotidiano: la fede, la libertà, l'obbedienza, la speranza, la fiducia, la carità, il sacrificio e la verginità. Si tratta di un percorso a tappe che "Gius" traduce in pagina dal dialogo acceso con un gruppo di giovani seguaci, decisi ad impegnare la propria vita con Cristo in una forma di dedizione totale al Mistero e al suo destino nella storia.
Un maestro che parla ai discepoli evocando nel metodo Cristo con gli apostoli e in forma letteraria, come qualcuno ha già osservato, le Tischreden, i discorsi conviviali raccolti dai discepoli di Lutero. Così i giovani domandano e ottengono risposte e, per loro, la scoperta della vita come vocazione non avviene attraverso un ragionamento deduttivo, ma tramite l'esperienza vissuta.
Gli incontri settimanali tra don Giussani e i suoi discepoli, frutto di un dialogo vivo e appassionato, escono dall'esclusività di una scuola per pochi eletti in modo tale che i fondamentali contenuti della fede cristiana e le loro ragioni si sviluppano armoniosamente nel volume prima attraverso l’esperienza dell’autore e poi in continuo imprevedibile ping pong dialettico, con i giovani, resi consapevoli della loro esperienza di uomini.
Un cammino di fede, quello prospettato da don Giussani nel quale la Chiesa è chiamata "verginità" e l'approdo della vita eterna passa attraverso il sacrificio, il centuplo. "Per poter pensare alla tua vita come destino _ scrive don Giussani - devi sacrificare qualcosa. Che cosa devo sacrificare? Devo sacrificare la reazione immediata...". Tenendo in massimo conto la statura della ragione e quindi delle esigenze del cuore, una "lezione" per credenti e non.
Don Luigi Giussani, Si può vivere così? Uno strano approccio all'esistenza cristiana , Rizzoli, pp.468, 16,50 euro
di Giuliano Ramazzina
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