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LO SGUARDO DELLA BORGHESE

A Lourdes, nella casa di Maria

A 150 anni dalla prima apparizione, nella Grotta dove si respira la fede. "E’ bello osservare questo popolo di Dio. Moltissimi reggono in mano una candela da portare alla grotta, alcuni gruppi trasportano degli enormi ceri sulle spalle, altri spingono delle carrozzelle"

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Giovanni Paolo II in preghiera nella Grotta di Lourdes nell'agosto 2004 Roma, 7 febbraio 2008- Ho servito i malati per anni e spero di farlo ancora a lungo. Ma è anche bello, questa volta, essere solo una pellegrina tra i tanti. Il santuario ha molte entrate ma quella da porta Saint Joseph è la più affollata perché é vicina agli alberghi. Passata la cancellata si scende un viale che arriva davanti alla statua dell’Incoronata al centro della Esplanade. La statua della Madonna è circondata da una piccola ringhiera in ferro sempre colma di fiori lasciati dai fedeli. E’ il ritrovo dei pellegrini che restano per un giorno soltanto. Da qui si può partire in direzioni diverse.

E’ bello osservare questo popolo di Dio di cui anch’io faccio parte. Moltissimi reggono in mano una candela da portare alla grotta; alcuni gruppi trasportano degli enormi ceri sulle spalle; altri spingono delle carrozzelle; altri ancora camminano con passo sostenuto per arrivare in tempo ad una delle tante funzioni religiose.
Ma é nella Grotta che batte il cuore di Lourdes, é lì che la Madonna ha detto alla piccola Bernadette: "Voglio che si venga qui".
Ci sono tanti modi per avvicinarsi alla Grotta. Non esiste un itinerario prestabilito. A me, piace attraversare il piccolo ponte sul fiume Gave che conduce anche verso gli ospedali Accueil Notre Dame. Poi voltare a sinistra e sedermi su una delle panchine in ferro con la scritta 'malades'. Da lì si può vedere il fiume verde scuro che scorre veloce, costante, silenzioso. Con il sole sembra che l’acqua brilli, mentre quando il cielo é nuvoloso l’acqua assume il colore marrone. Il fondo del fiume é formato da sassi tondi colorati, i famosi cailloux che hanno ispirato la fantasia dei pasticceri locali i quali, imitandoli, hanno realizzato i gustosi cioccolatini che i turisti portano a casa come souvenir.

La grotta ancora oggi é come la vide Bernadette, nulla é stato modificato. E’ stato solo aggiunto un altare realizzato con la stessa roccia scura. Diverso, invece, lo spiazzo antistante. In realtà, al tempo delle Apparizioni, davanti alla Grotta scorreva un canale che giungeva lì dopo aver servito i mulini e che, proprio nei pressi della Grotta, si univa al Gave. Tra i due esisteva un lingua di sabbia che, dopo la deviazione del canale e la sistemazione del corso del fiume, é diventata l’attuale zona che permette ai pellegrini di sostare.

Sopra la Grotta e la statua della Bella Signora, si erge la Basilica superiore con il suo campanile che ogni ora batte le note della famosa Ave Maria di Lourdes. E’ la 'cappella' richiesta dalla Madonna e fu inaugurata nel 1876.
L’atmosfera nella Grotta cambia secondo le ore. Di giorno é gremita di pellegrini in fila, cosicché, per quanto essi siano silenziosi, c’é sempre un mormorio di sottofondo. Nel silenzio della sera, quell’incavatura assume un sapore più intimo e misterioso, mentre passarvi la notte in preghiera é un’esperienza davvero straordinaria. L’atmosfera si fa rarefatta, il silenzio é assoluto, i pochi pellegrini pregano a lungo, spesso immobili per ore. La concentrazione é altissima e la fede diventa un fatto quasi palpabile. E quando ne esci, ti senti fresca e riposata come se, invece di vegliare e pregare, avessi dormito tutta la notte.
La Grotta é il punto di arrivo e di partenza del popolo di Maria. Chi arriva corre a salutare la “padrona di casa”, chi parte non può lasciare il santuario senza aver detto almeno un frugale “arrivederci”.

Tante volte mi é stato chiesto cosa c’é di tanto speciale in questa scura insenatura. Per me, arrivare nella Grotta, e lo dico anche ora mentre seduta nel mio posto preferito la guardo per l’ennesima volta, giungere qui vuol dire arrivare a casa di Maria. E quando si arriva a casa della mamma, ci si sente innanzitutto figli, ognuno con le proprie incertezze, preoccupazioni, paure, speranze, gioie e dolori. La presenza della madre diventa un balsamo che sbroglia molti nodi e tutto sembra sciogliersi naturalmente. Quando mi inginocchio ai piedi di Maria e mi guardo intorno e vedo tanti altri fare la stessa cosa, mi rendo conto di quanto grande e infinito sia il suo amore. Così immenso da far sentire amati e desiderati tutti coloro che accorrono a lei.

di Alessandra Borghese










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