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Cultura e libri

GIALLO ALLA CORTE DEI MEDICI

Pico ucciso per amore della scienza

Spunta un'ipotesi clamorosa sulla morte di Pico della Mirandola, uno dei protagonisti dell'Umanesimo. In un lettera inedita scovata da Silvano Vincenti emergerebbe la prova del suo assassinio, con mandante Piero de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico

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PICO DELLA MIRANDOLA Firenze, 22 febbraio 2008 - Si tinge di mistero la morte di Pico della Mirandola. Spunta l'ipotesi di un assassinio su commissione di un uomo molto potente, addirittura il figlio di Lorenzo il Magnifico, Piero de' Medici.  Il filosofo Pico della Mirandola è stato ucciso per amore verso la scienza e perché, in un suo testo, indicava l'astrologia come un'arte divinatoria e non una scienza.

Lo rivela una lettera inedita, di autore sconosciuto, indirizzata a Marsilio Ficino e scritta pochi mesi dopo la morte di Pico della Mirandola. Nella missiva - che sarà pubblicata per la prima volta nel volume di Silvano Vincenti 'Delitti e misteri dal passato', edito da Rizzoli e in libreria in primavera - per la prima volta si parla della morte non per malattia, ma per uccisione di Pico della Mirandola.


''Pico - sottolinea un passo della lettera - si sarebbe fatto dimenticare ritirandosi dal gioco e adesso eccolo trasformato in vittima. Il suo libro assumerà ancora più importanza. Pico esitava a pubblicarlo, ora il suo erede si sentirà in dovere di farlo. Il Papa vuole il libro per comprometterci. Quel manoscritto deve sparire, ritrovalo''.
''Il trattato dava molto fastidio alla società dell'epoca'', spiega l'autore, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, che sta studiando insieme agli antropologi dell'Università di Pisa e al Ris di Parma le sembianze e il Dna del filosofo attraverso la riesumazione dei suoi resti mortali, conservati nel Chiostrino dei morti della basilica di San Marco a Firenze.

Alla fine del Quattrocento, infatti, ''l'astrologia era molto diffusa e considerata da molti, tra cui Marsilio Ficino e la più nota astrologa dell'epoca, la Rucellai, una scienza perfetta. La Chiesa era contraria e Pico, nel suo trattato, portò avanti l'idea che fosse solo un'arte divinatoria. Se le sue idee fossero andate avanti, avrebbero potuto portare davanti alla Santa Inquisizione molti nomi noti. Per questo qualcuno decise di far sparire lo scritto e il suo autore. Tra i probabili mandanti c'è Piero de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico''.

 
Marsilio Ficino fu incaricato di rubare il trattato, ma, a quanto si intuisce dalla lettera, non ci riuscì. E lo sconosciuto mittente capì che l'uccisione di Pico avrebbe dato ancora più eco ad un'eventuale pubblicazione, così come avvenne. Lo studio dell'ossatura di Pico della Mirandola, diretto dall'antropologo Francesco Mallegni, ha permesso di ricostruire la fisionomia del filosofo: alto quasi due metri, occhi piccoli, orecchie lunghe, testa allungata e il naso un po' storto. La volontà del comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici è di dedicargli un monumento funerario da mettere all'interno della basilica di San Marco dove riposeranno i resti del filosofo insieme a quelli di Poliziano.










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