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Casarini, noir di lotta nella Sherwood di oggi

Debutto letterario di Luca Casarini. Un romanzo duro, parla di immigrati clandestini e del coraggio di stare dalla loro parte. Ma anche del G8 di Genova, che l'ha visto come protagonista. I temi di una vita controcorrente

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Luca Casarini Roma, 19 marzo 2008 - Di lotta ma di governo. Perlomeno quanto a produzione letteraria. Il leader delle tute bianche Luca Casarini ha pubblicato un romanzo. il debutto letterario però è avvenuto con un editore che è il massimo dell'establishment: la Mondadori. E' la sua opera prima: un romanzo vero e proprio ma non una storia come tante. Si parla di immigrati clandestini e del coraggio di stare dalla loro parte, di soprusi e altruismo, del confine a volte labile tra legalità e illegalità, di quelli che vivono ai margini e di altri che nel sistema non riescono proprio a starci. 'La parte della fortuna' è firmato da uno dei leader storici dei no global italiani, Luca Casarini, ed è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari a scrivere il risvolto di copertina.


E, vera sorpresa, la casa editrice del libro è Mondadori. ''Berlusconi è il padrone. L'editore è  Mondadori. Ma di quello che ho scritto non ho dovuto cambiare nemmeno una virgola'', ha sottolineato subito Casarini al Corriere del Veneto. Tocchi autobiografici, una coerenza ferrea rispetto alle scelte di vita dell'autore, accuse sferzanti a chi macchiò di sangue il G8 di Genova, un misto di realtà e fantasia che sembrano confondersi. ''Un noir di lotta scritto nella foresta di Sherwood del tempo presente'', è la azzeccata definizione data dall'esponente di punta dei verdi in Veneto, Gianfranco Bettin.


Nico è un giovane avvocato che sceglie di stare dalla parte dei diversi, degli emarginati, degli esclusi: così si trova a dover dividere il suo tempo tra il patrocinio gratuito e la militanza politica nel movimento dei cosiddetti no-global. Centrale è la figura di Alex, un suo amico immigrato, rinchiuso in un Centro di Detenzione per immigrati senza permesso, e successivamente accusato di omicidio. Per Nico diventa fondamentale salvare l'amico e scoprire la verità ma, per tener fede al suo impegno, sarà costretto a sfidare apertamente la legge e a infrangere tutti i limiti che si era imposto.


I temi legati a una vita controcorrente, all'insofferenza per le regole, all'ingiustizia sociale e soprattutto alla cruda esperienza di Genova vengono fuori subito. Gia' dalle primissime pagine si capisce il tono del libro, quando Casarini descrive le divise dei carabinieri, ''fatte apposta per fare paura, anche se le indossano ragazzini di venti anni'': ''Anfibi, giubbetto in Gore-tex multitasche, cintura militare nera su cui è infilato il 'tonfa', il manganello americano a T, in ferro. Il tonfa è retrattile, telescopico, superleggero per chi lo impugna, superpesante per chi se lo becca sulla testa. Il tonfa spacca.

 
Ossa, teste, denti. Come a Genova. Picchiavano in dieci due ragazzi distesi davanti all'androne di un palazzo. Sangue, tanto sangue. Ogni volta che li vedo vestiti così, ripenso a Genova. Sentivo l'odore dei lacrimogeni, ancora oggi, dopo anni. E della paura''. La stessa paura che prova un clandestino che finisce rinchiuso in un Centro di permanenza temporanea: ''Chi sta in un Cpt per migranti non è formalmente un detenuto perché reati non ne ha commessi. Non ha il permesso di soggiorno e non ha i documenti in regola o non li ha mai avuti, gi… questo basta per rinchiuderlo. Come se a uno cui è scaduta la patente o la carta d'identità stringessero le manette ai polsi''.

 









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